Salone del Mobile 2014: percorsi collaterali in città. Cosa visitare?

Ci si può perdere un po' per la città durante il Salone del Mobile? Ecco un piccolo tour inaspettato in centro città

salone del mobile giro in centro

E terzo giorno fu. Prendendo le mosse da via Torino si inizia la terza giornata. Una giornata ricca di sorprese e di scorci da ricordare. Il primo appuntamento è presso una chiesa. Proprio all’inizio di via Torino. Civico 17-19. San Satiro. Qui si entra e si ammira. E si pensa. E si riflette. Non solo sulla fede cristiana e su Dio. Qui si riflette anche su di un problema e sulla sua risoluzione. Problema: si è appena finito di costruire una chiesa ma è “venuta” un po’ più “corta” del previsto. Come risolvere il problema? Bisognerebbe essere così bravi da farla “apparire” agli occhi di chi la visiterà “grande come se”. Bisognerebbe inventarsi un trucco. Bisognerebbe ingannare lo sguardo e la percezione di chi varcherà la soglia della chiesa di San Satiro.

Ed ecco Donato Bramante arrivare in soccorso con il suo ingegno. Ed ecco il suo “trompe l’oeil”, in fondo alla struttura, dietro l’altare. Impressionante il colpo d’occhio. Questo esempio di “stiacciato”, profondo 97 cm, è un vero capolavoro. La chiesa si è così “allungata” ed è visibile a tutti. Miracolo a Milano! Continuando a percorrere via Torino, ecco sbucare un altro angolo molto particolare della città: via Bagnera, una volta detta e conosciuta come “Stretta Bagnera”. Perché questo nome? Semplice: è la via più stretta di tutta la città. È un vicolo, una scorciatoia, un passaggio segreto. Leggenda vuole che proprio questa strettoia fosse il posto preferito per le malefatte di tale Antonio Boggia, serial killer d’antan, che a colpi d’ascia usava mietere vittime proprio qui, in Stretta Bagnera.

Se si ha coraggio da vendere, si può provare a percorrere tutta la stretta via nel buio della notte fonda. Le emozioni non mancheranno di certo. Rimanendo in tema “macabro”, con un leggero spostamento dell’asse ottico, attraversando via Larga, ecco un altro inquietante luogo di Milano: San Bernardino alle Ossa. Quello che interessa non è tanto la chiesa in sé, quanto l’ossario della cappella laterale. Teschi e ossa sono ovunque, e spiano i visitatori da dietro sottili reti metalliche. E non è tutto. Proprio teschi e ossa sono posizionati in modo da creare decorazioni a forma di M, ottenendo un raro effetto di violenti chiaroscuri calcificati. Usciti da San Bernardino alle Ossa è tempo di recarsi al Parco delle Basiliche. Uno dei parchi più bistrattati e nottambuli della città. Intorno al Parco vi è di tutto: dalla gelateria al ristorante passando per storici bar e pasticcerie senza tempo. Da non dimenticare: poco lontano da qui, scorre l’acqua dei Navigli.

COLAZIONE: CUCCHI, corso Genova, 1
PRANZO: CROTA PIEMUNTEISA, via GianGiacomo Mora, 3
APERITIVO: OSTELLO BELLO, via Medici, 4
CENA: DA GIORDANO IL BOLOGNESE, corso Genova 3, ang, via Torti.

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