Prezzo del gas impazzito: ecco cosa fare immediatamente per evitare bollette da capogiro

Le bollette del gas stanno per tornare a fare paura.

Con le tensioni geopolitiche che stanno scuotendo i mercati energetici internazionali, i prezzi all’ingrosso del gas sono tornati a salire in modo preoccupante, riportando alla memoria i brutti ricordi della crisi del 2022. Molte famiglie italiane rischiano di ritrovarsi con bollette molto più alte nei prossimi mesi senza nemmeno rendersene conto.

Il problema è che gli aumenti non arrivano subito: si manifestano con settimane di ritardo sulla fatturazione. Per questo è fondamentale agire adesso, prima che sia troppo tardi. Ecco cosa fare concretamente.

Il pericolo nascosto nelle tariffe variabili

Il primo passo da compiere è verificare immediatamente che tipo di contratto si ha con il proprio fornitore di energia. Molti consumatori italiani hanno sottoscritto negli anni scorsi tariffe a prezzo variabile o indicizzato, convinti di poter sfruttare i momenti in cui il mercato scende.

Questi contratti agganciamo il costo della materia prima a indici come il PSV, il Punto di Scambio Virtuale, che rispecchia l’andamento dei prezzi all’ingrosso del gas in Italia. Nelle ultime settimane questo indice ha subito un’impennata significativa, quasi raddoppiando rispetto ai valori di febbraio.

Una persona che firma un contratto
Il pericolo nascosto nelle tariffe variabili – designmag.it

Chi ha un contratto indicizzato si troverà questa impennata direttamente in bolletta entro quattro-sei settimane, perché i prezzi mensili vengono consolidati solo a inizio mese successivo e poi applicati nei cicli di fatturazione.

Il problema tocca anche la bolletta della luce: in Italia circa il 40% dell’energia elettrica viene prodotta da centrali a metano, quindi un aumento del gas si ripercuote inevitabilmente anche sui costi dell’elettricità. Chi ha entrambe le utenze a prezzo variabile è dunque doppiamente esposto al rischio di bollette fuori controllo nei prossimi mesi.

Come proteggersi subito: tariffe fisse e buone abitudini

La soluzione più efficace e immediata per difendersi dagli aumenti è passare a una tariffa a prezzo fisso, che consente di bloccare il costo dell’energia per 12 o 24 mesi indipendentemente da ciò che accade sui mercati internazionali. Il momento giusto per farlo è adesso: molte offerte a prezzo fisso riflettono ancora condizioni precedenti agli ultimi rialzi, ma questa finestra favorevole si sta chiudendo rapidamente.

Aspettare significa rischiare di trovare sul mercato solo tariffe già aggiornate al rialzo, esattamente come accadde nel 2022 quando i fornitori aumentarono i prezzi dei contratti fissi lasciando i consumatori senza alternative vantaggiose. Oltre al cambio di tariffa, è possibile intervenire anche sulle proprie abitudini domestiche per ridurre i consumi.

Controllare che porte e finestre non abbiano spifferi, installare un termostato programmabile, abbassare anche solo di un grado la temperatura del riscaldamento e soprattutto fare la manutenzione annuale della caldaia sono tutte azioni concrete che incidono sulla bolletta finale.

Una caldaia non revisionata può consumare fino al 10% di gas in più a parità di calore prodotto: un dato che vale la pena tenere sempre a mente.

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