Premio Pritzker 2022: chi è Francis Kéré e perché è stato premiato

Per la prima volta nella storia del prestigioso Premio Pritzker per l'architettura, il riconoscimento è stato assegnato a un architetto di origine africana, Diébédo Francis Kéré. Conosciamolo meglio

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    padiglione a londra di Francis Kere

    Diébédo Francis Kéré è stato premiato con il Pritzker Architecture Prize 2022, segnando la prima volta di un architetto africano a cui è stato riconosciuto il prestigioso premio internazionale di architettura. Kéré, originario del Burkina Faso, è considerato un pioniere nella realizzazione di edifici architettonici di valore in zone spesso molto povere. Non a caso ha fondato la Kéré Foundation nel 1998 per servire gli abitanti di Gando attraverso lo sviluppo di progetti, partnership e raccolte fondi.

    Perché il Premio Pritzker 2022 è stato assegnato a Francis Kéré

    Francis Kéré realizza un’architettura che ha la capacità di rafforzare e trasformare le comunità migliorando la loro qualità di vita in terre di estrema povertà. Anche il suo impegno per la giustizia sociale e l’uso intelligente dei materiali locali sono tra le caratteristiche della sua opera.

    “È ugualmente architetto e servitore, e migliora le vite e le esperienze di innumerevoli cittadini in una regione del mondo a volte dimenticata”, ha commentato Tom Pritzker, presidente di The Hyatt Foundation. “Attraverso edifici che dimostrano bellezza, modestia, audacia e invenzione, e con l’integrità della sua architettura e delle sue gesta, Kéré sostiene con grazia la missione di questo Premio.”

    La motivazione della giuria

    La giuria si è espressa così nel motivare la decisione di premiare Diébédo Francis Kéré: “Egli sa, dall’interno, che l’architettura non riguarda l’oggetto ma l’obiettivo. Non il prodotto, ma il processo. L’intero corpus di opere di Francis Kéré ci mostra il potere della materialità radicata nel luogo. I suoi edifici, per e con le comunità, sono direttamente di quelle comunità: nella loro realizzazione, nei loro materiali, nei loro programmi e nei loro caratteri unici”

    E poi ancora: “In un mondo in crisi, tra valori e generazioni che cambiano, ci ricorda ciò che è stato e continuerà senza dubbio ad essere un caposaldo della pratica architettonica: un senso di comunità e qualità narrativa, che lui stesso è così capace di raccontare con compassione e orgoglio. In questo fornisce una narrazione in cui l’architettura può diventare una fonte di felicità e gioia continua e duratura”.

    Il commento di Francis Kéré

    Il commento del 51° vincitore del Pritzker Architecture Prize Francis Kéré non è tardato: “Spero di cambiare il paradigma, di spingere le persone a sognare e a rischiare. Non è perché sei ricco che dovresti sprecare materiale. Non è perché sei povero che non dovresti cercare di creare qualità. Tutti meritano qualità, tutti meritano lusso e tutti meritano comfort. Siamo interconnessi e le preoccupazioni per il clima, la democrazia e la scarsità sono preoccupazioni per tutti noi”.

    La carriera

    Era il 2004 quando l’architetto Francis Kéré realizza il suo primo edificio, la Gando Primary School – progettata in collaborazione con i residenti della sua città natale mentre era ancora studente all’Università Tecnica di Berlino – con cui viene subito notato dagli addetti ai lavori e riceve il prestigioso Aga Khan Award for Architecture.

    Un anno dopo fonda a Berlino il suo studio di architettura, Kéré Architecture GmbH e comincia a realizzare opere in tutto il mondo, come padiglioni e installazioni in Danimarca, Germania, Italia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

    E poi specialmente in Africa, come la scuola Lycée Schorge Secondary School a Koudougou, in Burkina Faso nel 2016, l’Opera Village a Laongo e una Doctors’ Housing a Léo. Anche il Parco Nazionale del Mali di Bamako porta la sua firma e ha lasciato le sue creazioni anche in Repubblica del Benin, Togo, Kenya, Mozambico e Sudan.

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