Sappiamo molto bene che ogni anno ci sono le tasse da pagare che riguardano alcuni aspetti della nostra vita. Noi oggi ti vogliamo parlare della Tari, nello specifico.
Sembra infatti che possiamo finalmente dirle addio ma andiamo a vedere meglio nel dettaglio come e quando potrebbe accadere tutto questo. Siamo sicuri che ti abbiamo incuriosito.
Addio alla Tari: ecco che cosa sapere e quanto risparmierai
Come in tutte le cose non dobbiamo assolutamente gridare di gioia ma possiamo essere ugualmente felici. Diremmo presto addio alla Tari ma ecco che arriva la Tarip, ovvero una sorta di sua evoluzione. Parliamo sempre di una tassa sui rifiuti ma con un approccio molto diverso da quello che conosciamo.

Si incentiva, infatti, un comportamento più ecologico e responsabile nella gestione dei nostri rifiuti. Infatti, se ci impegniamo e produciamo meno rifiuti andremmo a pagare una somma minore! Non male, non trovate? Ma quali sono le differenze:
- La Tari si basa su un calcolo che prende in considerazione le misure dell’immobile e le persone che lo abitano.
- La Tarip invece, premia chi produce meno rifiuti su un calcolo al volume o peso effettivo dei rifiuti che si producono.
- Quota fissa. Si calcola in base alla superficie del nostro immobile.
- Quota variabile. Si basa sul numero di svuotamento dei rifiuti dove ogni utente ha una soglia minima annuale
- Quota aggiuntiva variabile. Scatta quando si supera questo numero pagando un sovraprezzo.
Ecco quindi che avremmo diversi vantaggi con questo cambiamento importante. Come prima cosa dovremmo riciclare il 55% di quello che produciamo ma non solamente, aumentiamo anche la sostenibilità ambientale. E per non parlare dell’effetto sul nostro portafoglio, potremmo veramente risparmiare moltissimo se ci impegniamo nella gestione di rifiuti.
E’ molto importante, poi, imparare ad esporre il nostro secchio della spazzatura solamente quando è veramente pieno ed evitare dei ritiri per poche cose, in questo modo potremmo rimanere nel numero minimo garantito o aumentando la soglia di molto poco. Per quanto riguarda, invece, la giurisdizione di riferimento non sarà più del giudice tributario ma del giudice ordinario.
In questo senso si è già espressa la giustizia tributaria di secondo grado del Veneto con la sentenza del 04.03.2024 n 236. Quindi, a breve potremmo dire addio alla Tari e dare il benvenuto a questa nuova tassa che sembra essere molto più precisa e soprattutto ci permetterà di riciclare il massimo che possiamo per pagare meno!






