Partiti i rimborsi automatici delle bollette: ecco a chi arriveranno

Dal primo gennaio 2026 è entrata ufficialmente in vigore una rivoluzione silenziosa ma importantissima per milioni di consumatori italiani: il sistema di rimborsi automatici sulle bollette di luce e gas.

Si tratta di una misura fortemente voluta dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) che finalmente tutela concretamente famiglie e piccole attività economiche dai disservizi e dai ritardi delle compagnie fornitrici.

Non sarà più necessario intraprendere lunghe battaglie burocratiche, compilare moduli complessi o inseguire operatori telefonici per ottenere quanto spetta di diritto: gli indennizzi verranno calcolati e accreditati automaticamente direttamente in bolletta quando l’azienda non rispetta i tempi previsti per le risposte ai reclami.

Chi ha diritto ai rimborsi automatici e quali sono gli importi

I rimborsi automatici sono destinati esclusivamente alle utenze domestiche e alle piccole attività economiche che rispettano specifici parametri tecnici stabiliti da ARERA. Per quanto riguarda le forniture elettriche, hanno diritto agli indennizzi automatici i clienti con utenza in bassa tensione, categoria che include praticamente tutte le abitazioni residenziali e la maggior parte delle piccole attività commerciali come negozi, bar, ristoranti e uffici.

Una donna che esulta davanti al computer
Chi ha diritto ai rimborsi automatici e quali sono gli importi – designmag.it

Per le forniture di gas metano, invece, possono accedere al rimborso automatico le utenze con consumi fino a duecentomila standard metri cubi all’anno, soglia che copre ampiamente sia le famiglie che le piccole e medie imprese. Gli importi degli indennizzi sono stati calibrati in base alla gravità del ritardo accumulato dalla società fornitrice nel rispondere ai reclami presentati dai clienti. Nel caso di ritardi contenuti entro il doppio del tempo massimo stabilito dall’Autorità, il rimborso ammonta a trenta euro. Se il ritardo supera il doppio del tempo previsto ma rimane entro il triplo, l’indennizzo sale a sessanta euro.

Come funziona il sistema e cosa cambia per i consumatori

La vera rivoluzione di questo sistema sta nell’automaticità completa del processo: il cliente non deve presentare alcuna richiesta specifica di rimborso né seguire procedure particolari. Una volta inoltrato un reclamo attraverso i canali ufficiali messi a disposizione dal fornitore, sarà l’azienda stessa a dover monitorare internamente i propri tempi di risposta e, in caso di superamento delle scadenze previste da ARERA, a calcolare e accreditare automaticamente l’indennizzo dovuto.

Il rimborso deve essere erogato entro sei mesi dalla data di presentazione del reclamo originario, termine considerato ragionevole per consentire alle società di gestire il flusso amministrativo ma sufficientemente stringente da garantire tempestività. Le nuove regole ARERA hanno inoltre rivoluzionato completamente le modalità di accesso al servizio reclami, rendendolo molto più semplice e trasparente.

Ogni fornitore è ora obbligato per legge a rendere facilmente reperibili e immediatamente utilizzabili almeno tre canali di contatto distinti: un numero telefonico dedicato, un indirizzo email specifico per i reclami e un indirizzo postale fisico. Sul sito web aziendale deve essere presente un’area dedicata ai reclami chiaramente identificabile e facilmente accessibile, con tutta la documentazione necessaria disponibile in formato stampabile.

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