La cucina è uno di quei luoghi della casa dove nulla deve essere lasciato al caso e, soprattutto, dove la pulizia deve essere sempre messa al primo posto. Sia che si tratta di quella ordinaria o straordinaria, l’igienizzazione dei piani da lavoro o di qualsiasi altro strumento maggiormente utilizzato non deve mai passare in secondo piano.
È proprio per questo motivo che alcuni esperti del settore pongono una rilevante importanza su quale sia l’oggetto più sporco che si trova in cucina. Molte persone, in realtà, credono che si tratti delle ‘semplici’ spugne, invece la verità è ben diversa da quella che si immagina.
Qual è l’oggetto più sporco della cucina (oltre le spugne) e come lavarlo correttamente
Essendo sempre a stretto contatto con il cibo e i suoi residui e non seguendo sempre delle dovute accortezze sull’igienizzazione, moltissimi amanti del pulito sono convinti che le ‘classiche’ spugne da cucina siano tra gli oggetti più sporchi della cucina. Invece, come sottolineano gli esperti, non è affatto così.

Forse non tutti ci pensano, ma ad avere una fortissimi inclinazione a sporcarsi e, quindi, a riempirsi di germi e batteri sono anche gli strofinacci da cucina. Indispensabile da avere in questo ambiente domestico per pulirsi o asciugarsi le mani o, addirittura, per rimuovere le macchie superflue dai piani da lavoro, questi strumenti catturano una quantità di sporco che nessuno immaginerebbe. Ed è per questo che necessitano di un’accorta ed attenta pulizia.
Tra le prime operazioni da compiere se si ha intenzione di eliminare ogni traccia di sporco e, soprattutto, eliminare sia i cattivi odori che tutti i germi e i batteri, c’è sicuramente l’uso dell’acqua calda. Sebbene oggigiorno esistano dei cicli di lavaggio con acqua tiepida che garantiscono ugualmente dei risultati straordinari, gli esperti consigliano – oltre che controllare l’etichetta – usare una temperatura adeguata e, in aggiunta, anche un ciclo di sanificazione.
Per ottenere un risultato ancora più efficiente e a prova di germi, si può prendere anche in considerazione l’utilizzo della candeggina. Che sia al cloro, quindi quella più comune e che tutti utilizzano, o all’ossigeno, questo prodotto permette un’igienizzazione completa dei strofinacci. Inoltre, i professionisti del settore pongono una rilevante importanza sulla frequenza di lavaggio e, soprattutto, la modalità.
Nel primo caso, infatti, si consiglia di lavarli in base alla loro funzionalità. Quindi, quelli vicino al lavello e che servono solo per asciugarsi le mani, possono essere lavati ogni pochi giorni. Quelli che, invece, occorrono per rimuovere macchie dai piani di lavoro o asciugare il cibo, necessitano di un’igienizzazione immediata dopo l’uso. Infine, si consiglia sempre di lavare gli strofinacci della cucina con gli asciugamani da bagno e di non mischiarli mai con i vestiti.






