Mutui, come passare dal tasso fisso al tasso variabile e quanto si risparmia realmente

Passare dal tasso fisso al tasso variabile: quanto conviene realmente? Ecco tutti i vantaggi e come risparmiare sul mutuo.

I tassi di interesse sui mutui sono in aumento da alcuni mesi, e questo ha portato molti mutuatari a chiedersi se sia il caso di passare dal tasso fisso al tasso variabile.

Senza dubbio questa operazione può essere vantaggiosa, tuttavia è importante valutare attentamente tutti i fattori coinvolti, prima di prendere una decisione. Se si è disposti a correre il rischio di un aumento dei tassi di interesse, il passaggio al tasso variabile può portare a un risparmio significativo.

Mutui: conviene effettivamente passare dal tasso fisso al tasso variabile?

Prima di chiedersi quali sono le operazioni per passare dal tasso fisso al tasso variabile, bisogna compiere un’operazione preliminare: è necessario innanzitutto verificare che la propria banca lo permetta. Dobbiamo infatti considerare che non tutte le banche offrono questa possibilità, e quelle che lo fanno possono applicare delle condizioni specifiche. In linea generale, per passare al tasso variabile è necessario compiere tre operazioni: occorre quindi preliminarmente recarsi in banca e presentare una richiesta formale e secondariamente, qualora questa richiesta dovesse essere effettivamente accettata, pagare una penale, che può essere una somma forfettaria o una percentuale del capitale residuo del mutuo.

Come scegliere tra tasso fisso e variabile?
Tasso fisso e variabile: ecco quale conviene di più! (Designmag.it)

Ma vediamo insieme quanto si risparmia realmente e quali sono, con esattezza, i rischi del tasso variabile. Il risparmio che si può ottenere passando dal tasso fisso al tasso variabile dipende da diversi fattori, tra cui: la differenza tra i tassi di interesse fissi e variabili; la durata residua del mutuo ed, ancora, la rata mensile del mutuo.  In generale, si può stimare che il risparmio mensile sia di circa il 2-3%. A titolo di  esempio, se la rata mensile di un mutuo a tasso fisso è di 1.000 euro, passando al tasso variabile si potrebbe risparmiare circa 20-30 euro al mese.

Per quanto riguarda il secondo punto è bene tenere a mente che il tasso variabile è soggetto a variazioni, sia al rialzo che al contrario, al ribasso. Se i tassi di interesse salgono, la rata del mutuo potrebbe aumentare, aumentando anche il costo complessivo del finanziamento.  Ma quindi quando conviene passare dal tasso fisso al tasso variabile? In particolare, il passaggio al tasso variabile può essere conveniente se: la rata mensile del mutuo è particolarmente alta; la durata residua del mutuo è breve ed i tassi di interesse fissi sono molto elevati. 

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