Quando si progetta una cucina, l’attenzione si concentra spesso sugli elementi più visibili: il piano di lavoro, il frigorifero, i fornelli o l’estetica dei mobili. Eppure uno degli elettrodomestici più utilizzati ogni giorno viene spesso collocato senza una vera strategia. La lavastoviglie, infatti, è tra gli strumenti domestici che incidono di più sulla routine quotidiana.
Non solo per il lavaggio delle stoviglie, ma soprattutto per il momento che segue: svuotarla e riporre piatti, bicchieri e posate nei mobili della cucina. Ed è proprio qui che assume una certa importanza un dettaglio spesso sottovalutato, ossia la posizione dell’elettrodomestico rispetto ai pensili e ai cassetti dove vengono conservate le stoviglie. Un passaggio che potrà sembrare di poco conto, ma che in realtà può fare la netta differenza.
Dove posizionare la lavastoviglie in cucina per rendere tutto più semplice: nessuno lo sa
Molte cucine vengono progettate pensando esclusivamente allo spazio disponibile o alla posizione degli attacchi idraulici. Tuttavia gli esperti suggeriscono di considerare anche un altro aspetto, cioè quello di ridurre al minimo i movimenti ripetitivi che si fanno ogni giorno. Spostarsi continuamente da un lato all’altro della cucina mentre si svuota la lavastoviglie può sembrare un gesto insignificante, ma nel tempo diventa una piccola inefficienza quotidiana.
Secondo diversi progettisti di interni, la soluzione più pratica è semplice è collocare la lavastoviglie vicino ai mobili dove vengono riposti piatti e bicchieri. In questo modo lo svuotamento diventa un gesto rapido e naturale. Non è però l’unico fattore da considerare. Tuttavia, oltre alla posizione dei mobili, esiste un altro elemento che può influenzare la comodità della lavastoviglie, cioè il lato da cui si afferrano le stoviglie quando si svuota il cestello.

Per anni si è pensato che esistesse una regola precisa su come organizzare i movimenti e su quale lato fosse più corretto utilizzare. Alcuni suggeriscono di mettere piatti e bicchieri sempre dalla stessa parte per facilitare il gesto, altri consigliano l’opposto per evitare movimenti incrociati. La scelta dipende piuttosto da alcune variabili molto pratiche.
La prima è la mano dominante di chi usa la cucina. Una persona destrimane potrebbe trovare più naturale afferrare i piatti con la destra, mentre un mancino potrebbe preferire il lato opposto. La seconda riguarda la disposizione generale della cucina, se si tratta cioè di una cucina lineare, a L oppure con isola.
Un altro elemento importante è la posizione dei mobili dove vengono conservate le stoviglie. Più questi sono vicini alla lavastoviglie, più lo svuotamento sarà veloce e intuitivo. Infine c’è un aspetto spesso trascurato, quante persone utilizzano la cucina. In una casa dove convivono destrimani e mancini, la soluzione più pratica è semplicemente organizzare lo spazio in modo flessibile. La vera regola, quindi, non riguarda il lato da cui prendere i piatti, ma riguarda come rendere i movimenti quotidiani il più semplici possibile, adattando la cucina alle abitudini di chi la vive ogni giorno.






