Imu, chi paga in caso di separazione: la legge è molto chiara

È fondamentale che gli ex coniugi comprendano quali siano le normative in vigore in merito alla tassazione Imu, così da adempiere correttamente agli obblighi fiscali.

Nel contesto delle separazioni coniugali, una delle questioni più rilevanti è quella relativa al pagamento dell’Imposta Municipale Propria (IMU) sugli immobili condivisi. Quando una coppia di coniugi mette fine alla convivenza, è importante comprendere chi sia tenuto al pagamento di questa imposta e quali siano le disposizioni legislative a riguardo.

Per comprendere appieno le dinamiche legate al pagamento dell’IMU in caso di separazione coniugale, è essenziale comprendere la definizione di “abitazione principale” ai fini fiscali. In base alla normativa vigente, l’abitazione principale è considerata il luogo in cui una persona risiede abitualmente e stabilmente. Questa definizione assume un’importanza fondamentale poiché determina l’applicazione delle aliquote e delle esenzioni previste dalla legge.

Coniugi separati: chi paga l’IMU?

Secondo quanto stabilito dagli articoli 738-783 della legge di bilancio 2020, l’IMU non è dovuta per l’abitazione principale, a meno che questa non rientri nelle categorie di lusso, quali A/1, A/8 o A/9. Nel caso in cui l’abitazione principale sia classificata come di lusso, è comunque prevista un’aliquota ridotta e una detrazione fiscale di 200 euro. È importante sottolineare che rientrano nella categoria di abitazione principale anche le pertinenze, purché appartenenti alle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, fino a un massimo di tre per ciascuna categoria.

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Il coniuge affidatario della dimora diventa il soggetto passivo dell’IMU, anche se il titolo di proprietà è a nome dell’altro coniuge – desigmag.it

Nel contesto delle separazioni coniugali, la legge di bilancio 2020 ha introdotto specifiche disposizioni riguardanti il pagamento dell’IMU per i casi in cui un immobile viene considerato abitazione principale. In particolare, viene considerata abitazione principale la dimora familiare assegnata al genitore affidatario dei figli in seguito a una decisione giudiziaria. Questo significa che, ai fini fiscali, la dimora diventa l’abitazione principale del coniuge affidatario.

Di conseguenza, l’obbligo di pagamento dell’IMU ricade sul coniuge a cui è stata assegnata la dimora e che ha la custodia dei figli. Anche se il titolo di proprietà può essere a nome dell’altro coniuge, il diritto di abitazione e la residenza effettiva sono attribuiti al coniuge affidatario, che diventa quindi il soggetto passivo dell’IMU.

Tenuto conto delle disposizioni di cui abbiamo parlato in apertura, tutto questo significa che:

  • se la dimora assegnata non rientra nella categoria di lusso, il coniuge affidatario è esentato dal pagamento dell’IMU;
  • se l’immobile è di lusso, l’IMU è dovuta e deve essere pagata dal coniuge affidatario.

La mancata osservanza di tale obbligo comporta quindi la responsabilità legale esclusivamente per il coniuge affidatario.

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