IMU 2024 sulla seconda casa: per avere l’esenzione bastano una bolletta o una perizia

Con una corretta comprensione delle normative e la presentazione della documentazione richiesta, è possibile evitare pagamenti non dovuti.

L’IMU, o Imposta Municipale Unica, rappresenta un onere fiscale significativo per i proprietari di immobili in Italia. Ogni anno, l’IMU è motivo di preoccupazione per molti, soprattutto per chi possiede più di un immobile. Nel 2024, ci sono novità rilevanti che possono agevolare i contribuenti, soprattutto per quanto riguarda le esenzioni e le riduzioni dell’IMU sulla seconda casa.

Le recenti modifiche normative e alcune sentenze hanno aperto la strada a nuove possibilità di risparmio. Comprendere queste opportunità è essenziale per evitare pagamenti non dovuti e sfruttare al meglio le agevolazioni disponibili. Sebbene i casi in cui l’esenzione è ammissibile sono piuttosto limitati, se si rispettano i giusti requisiti e si ha a disposizione la documentazione necessaria, accedere a tali benefici è una possibilità concreta.

I (pochi) casi in cui si può non pagare l’IMU sulla seconda casa

L’esenzione dall’IMU sulla seconda casa può essere richiesta in specifiche circostanze. Un esempio significativo è quello previsto dalla sentenza n. 209 del 3 ottobre 2022 della Corte Costituzionale. Questa sentenza stabilisce che l’IMU non è dovuta se la seconda casa è utilizzata come abitazione principale da uno dei coniugi. Questo può accadere, ad esempio, per motivi di lavoro che richiedono la residenza in un luogo diverso da quello degli altri membri della famiglia.

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Le esenzioni e riduzioni dell’IMU nel 2024 possono portare a significativi risparmi fiscali – designmag.it

Per usufruire di questa esenzione, è necessario fornire una documentazione chiara e precisa che dimostri la residenza anagrafica e la dimora abituale nel secondo immobile. La documentazione richiesta include:

  • Certificati di residenza
  • Bollette delle utenze con consumi effettivi
  • Documenti che attestino la presenza del nucleo familiare, come la scelta del medico di base.

Un’altra importante possibilità di risparmio riguarda gli immobili dichiarati inagibili o inabitabili. In questi casi, l’IMU può essere ridotta fino al 50%. Per accedere a questa agevolazione, l’immobile deve essere effettivamente inagibile o inabitabile e non utilizzato in alcun modo.

La condizione di inagibilità o inabitabilità deve essere certificata attraverso una perizia tecnica. Questa perizia può essere effettuata dall’ufficio tecnico comunale o da un tecnico abilitato. Il costo della consulenza è a carico del proprietario. In alternativa, è possibile presentare una dichiarazione sostitutiva, accompagnata da una documentazione tecnica adeguata.

Chi è intenzionato a fare richiesta per l’esenzione dovrebbe quindi assicurarsi di avere certificati di residenza aggiornati, bollette delle utenze disponibili e, se necessario, perizie tecniche.

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