I termosifoni impostati a questa temperatura aiutano la salute degli anziani: ecco a quanto vanno messi

Durante i mesi invernali, la regolazione del riscaldamento domestico non rappresenta solo una questione di risparmio energetico, ma diventa un aspetto cruciale per la salute delle persone anziane.

Molti tendono a impostare i termosifoni basandosi unicamente sul comfort immediato o sulle bollette, ignorando l’impatto che la temperatura ambientale può avere sul benessere cognitivo e fisico degli over 65. La ricerca scientifica ha dimostrato che mantenere una temperatura ottimale negli spazi abitativi può fare la differenza tra un invecchiamento sereno e l’insorgenza di problemi legati alle funzioni cerebrali.

Gli anziani, infatti, hanno una capacità di termoregolazione ridotta rispetto ai giovani, rendendo il controllo della temperatura domestica un elemento fondamentale per preservare memoria, concentrazione e lucidità mentale durante la stagione fredda.

La temperatura ideale

La temperatura ottimale per gli anziani si colloca tra i 20 e i 22 gradi Celsius durante il giorno, una fascia che garantisce il perfetto equilibrio tra comfort fisico e prestazioni mentali. Quando l’ambiente scende sotto i 18 gradi, il corpo delle persone anziane deve impiegare molta più energia per mantenere la temperatura corporea stabile, sottraendo risorse preziose alle attività cerebrali.

Questo meccanismo può portare a difficoltà di concentrazione, rallentamento nei processi di pensiero e persino a problemi di memoria a breve termine. Al contrario, temperature superiori ai 24 gradi causano sonnolenza eccessiva, affaticamento e una riduzione dell’attenzione. Gli studi scientifici hanno evidenziato che gli anziani esposti a temperature inadeguate mostrano un rischio doppio di sperimentare confusione mentale e disorientamento.

Un orologio con termometro che deve segnare la temperatura in un salone
Tra 20 e 22 gradi per proteggere le funzioni cognitive – designmag.it

La termoregolazione negli over 65 risulta compromessa a causa della ridotta massa muscolare, della minore capacità di sudorazione e di una pelle più sottile che offre meno protezione termica. Investire in un buon termometro ambientale e monitorare costantemente la temperatura delle stanze più vissute rappresenta quindi una forma di prevenzione semplice ma efficace per tutelare il benessere cognitivo degli anziani.

Come gestire il riscaldamento notturno e gli ambienti diversi della casa

Durante le ore notturne, la temperatura ideale per la camera da letto degli anziani dovrebbe mantenersi intorno ai 18-19 gradi, una fascia leggermente inferiore rispetto a quella diurna che favorisce un sonno ristoratore senza causare dispersione eccessiva di calore corporeo. Gli sbalzi termici tra giorno e notte devono essere graduali e non superiori ai 3-4 gradi per evitare stress all’organismo.

È fondamentale prestare particolare attenzione al bagno, dove la temperatura dovrebbe essere mantenuta più alta, circa 22-23 gradi, per prevenire shock termici durante le attività di igiene personale. Le strutture sanitarie e le residenze per anziani seguono protocolli precisi che prevedono temperature costanti e controllate, evitando zone fredde o troppo calde all’interno della stessa abitazione.

Un accorgimento utile consiste nell’utilizzare valvole termostatiche sui singoli radiatori, permettendo di regolare ogni stanza secondo le necessità specifiche. Gli anziani dovrebbero essere educati a riconoscere i segnali di disagio termico: brividi persistenti, estremità fredde, eccessiva sonnolenza o irrequietezza possono indicare una temperatura inadeguata.

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