La gestione di un’eredità rappresenta spesso un momento delicato per le famiglie italiane, non solo dal punto di vista emotivo ma anche economico.
Tra tasse, documenti e procedure burocratiche, il rischio è quello di trovarsi sommersi da spese impreviste. Fortunatamente, la normativa introdotta dal 2025 ha portato importanti novità che permettono di ottimizzare i costi e semplificare notevolmente l’intero processo successorio.
Chi si muove con consapevolezza e pianificazione può oggi beneficiare di significativi risparmi, evitando errori che in passato costavano caro. Conoscere le nuove regole significa proteggere il proprio patrimonio familiare e rendere meno gravoso un passaggio già di per sé complesso.
Autoliquidazione delle imposte: velocità e responsabilità
La vera rivoluzione del 2025 sta nell’introduzione del principio di autoliquidazione, che trasferisce agli eredi la responsabilità del calcolo delle imposte. Non è più necessario attendere mesi per ricevere la liquidazione dall’Agenzia delle Entrate: oggi l’erede calcola autonomamente quanto dovuto e provvede al versamento entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione.

Questo meccanismo accelera i tempi e riduce i costi legati all’attesa burocratica. Naturalmente, l’Amministrazione finanziaria mantiene il potere di controllo e può richiedere rettifiche in caso di errori o discordanze. Per evitare sanzioni è fondamentale affidarsi a commercialisti esperti o utilizzare software aggiornati per il calcolo preciso delle imposte.
Un altro vantaggio significativo riguarda la digitalizzazione: la dichiarazione deve essere presentata esclusivamente in formato telematico, salvo per i residenti all’estero. Inoltre, non occorre più allegare estratti catastali, documenti che in passato appesantivano la pratica e generavano ulteriori spese notarili. Questa semplificazione amministrativa si traduce in un risparmio concreto di tempo e denaro.
Donazioni separate dalle successioni: nuove opportunità fiscali
L’abolizione del meccanismo del coacervo successorio rappresenta un’opportunità straordinaria per pianificare in anticipo il passaggio generazionale del patrimonio. Prima della riforma, le donazioni effettuate in vita venivano sommate all’asse ereditario al momento della successione, riducendo le franchigie fiscali disponibili. Oggi invece donazioni e successioni sono trattate come operazioni distinte: questo significa che è possibile trasferire a ciascun figlio fino a un milione di euro tramite donazione e un altro milione attraverso l’eredità, senza versare alcuna imposta.
Le famiglie possono quindi strutturare strategicamente il trasferimento del patrimonio, ottimizzando il carico fiscale complessivo. Un’altra novità importante riguarda la tutela dei terzi acquirenti: chi compra un immobile precedentemente donato non rischia più azioni di riduzione da parte degli eredi legittimari che si ritengano lesi. Questa protezione rende più fluido il mercato immobiliare e valorizza il patrimonio donato. Attenzione però: i beni donati continuano a far parte della massa ereditaria per il calcolo delle quote spettanti agli eredi legittimari, quindi è sempre consigliabile pianificare con l’assistenza di professionisti del settore per evitare future contestazioni familiari.






