Buone notizie per chi vuole rinnovare il proprio sistema di riscaldamento senza svuotare il portafoglio. Il bonus stufe è tornato, e nel 2026 le opportunità per i cittadini sono più ricche che mai.
Si tratta di un insieme di incentivi regionali e nazionali che permettono di ottenere contributi a fondo perduto o detrazioni fiscali per sostituire vecchi impianti con soluzioni moderne, efficienti e meno inquinanti.
In alcune aree del Paese si arriva fino a 4.000 euro di rimborso, un’opportunità concreta per migliorare il comfort domestico riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale e la bolletta energetica. Ma come funziona esattamente, chi può richiederlo e soprattutto come non perdere questa occasione?
Il bando regionale: fino a 4.000 euro per chi abita nelle zone più inquinate
Il bando prevede un contributo di 3.000 euro per la sostituzione di caldaie a biomassa o pompe di calore e di 2.000 euro per stufe e camini, ai quali si aggiunge un bonus di 1.000 euro nei comuni dove sono state rilevate criticità legate al benzoapirene o alle polveri sottili. È proprio questa maggiorazione a portare il contributo complessivo fino alla soglia dei 4.000 euro, riservata a chi risiede nelle aree più esposte all’inquinamento atmosferico.

Chi vive in uno di questi comuni dovrebbe considerare seriamente questa opportunità: non solo risparmia sull’acquisto di un nuovo impianto, ma contribuisce attivamente al miglioramento della qualità dell’aria nella propria zona, con un beneficio che va ben oltre le mura domestiche. Le domande potranno essere presentate dalle 9.15 del 23 marzo 2026 alle 16.30 del 15 luglio 2026, in modalità completamente digitale tramite Spid, Cie o Cns, e la gestione delle pratiche sarà affidata alle Camere di commercio.
È consigliabile prepararsi per tempo raccogliendo tutta la documentazione necessaria fatture, certificazioni tecniche dell’apparecchio, dati catastali dell’immobile e ricevute di pagamento prima ancora di aprire il portale.
Gli incentivi nazionali: Conto Termico, Ecobonus e bonus ristrutturazioni
Oltre ai bandi regionali, esistono strumenti nazionali altrettanto vantaggiosi che vale la pena conoscere e valutare con attenzione. Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale gestito dal GSE che, a differenza delle detrazioni fiscali, eroga un rimborso diretto a fondo perduto sul conto corrente del beneficiario, con risorse disponibili pari a 900 milioni di euro ogni anno. Questo lo rende particolarmente interessante per chi non vuole aspettare anni di dichiarazione dei redditi per recuperare la spesa sostenuta, ma preferisce ricevere il contributo direttamente in tempi rapidi e certi, senza dover anticipare somme importanti per troppo tempo. Chi invece effettua lavori di recupero edilizio può sfruttare la detrazione del 50% fino a 96.000 euro, spalmata in dieci quote annuali, a patto che l’apparecchio installato garantisca un rendimento minimo del 70%, valore certificato per iscritto dall’installatore. C’è poi l’Ecobonus, anch’esso al 50% ma con tetto a 30.000 euro, pensato per chi non deve fare lavori strutturali ma vuole semplicemente migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione sostituendo una vecchia stufa o caldaia con un modello di nuova generazione a basse emissioni.






