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Dimentica il cappotto termico classico, ora tutti scelgono l’insufflaggio: solo così riduci tutte le dispersioni

Quando si è alla ricerca di qualcosa che permetta di migliorare l’efficienza energetica di casa, il cappotto termico è senza dubbio una tra le opzioni più quotate. Non è solo un elemento che aiuta ad isolare casa, ma permette anche di ottenere un notevole risparmio in bolletta, riuscendo a far ottenere ambienti in cui non ci sia dispersione di calore.

Tuttavia, ci sono degli aspetti da considerare prima di metterne uno, come ad esempio i costi, la durata dell’intervento e la manutenzione che periodicamente si dovrà fare. Ecco che quindi, si è sempre alla ricerca di qualche alternativa che risulti essere più pratica e anche economica. In questo caso, c’è una nuova tendenza che in molti stanno già apprezzando, ed è l’insufflaggio.

Questa tecnica, che agisce sulle vie di fuga del calore, non solo è più pratica, ma riesce ad essere anche più economica e rapida. Al tempo stesso però, riesce a garantire un adeguato confort abitativo.

Insufflaggio del sottotetto, di cosa si tratta, come funziona e perché conviene più del cappotto termico

L’insufflaggio consiste nel “soffiare” materiali isolanti sfusi (come cellulosa, lana di vetro o sughero) direttamente sul pavimento del sottotetto tramite macchinari meccanici. A differenza del cappotto termico tradizionale, che richiede impalcature e settimane di cantiere, l’insufflaggio si risolve solitamente in una sola giornata di lavoro.

Per poterlo ‘installare’ si andrà a procedere per fasi, 4 per l’esattezza e in pochissimo tempo e senza interventi strutturali invasivi, si riuscirà ad ottenere una casa perfettamente isolata e senza più dispersioni di calore.

Insufflaggio del sottotetto, di cosa si tratta, come funziona e perché conviene più del cappotto termico Designmag.it

Ma quali sono quindi le 4 fasi per l’insufflaggio? Eccole nel dettaglio:

  1. Preparazione area di lavoro: si individua l’accesso al sottotetto, che sarà utilizzato per il passaggio del materiale e per quello degli operatori che eseguiranno il lavoro;
  2. Predisposizione delle tavole: un passaggio che servirà a mantenere il sottotetto calpestabile per future manutenzioni, verranno quindi posizionate delle assi di legno, che andranno a proteggere anche il materiale isolante;
  3. Insufflaggio: questa è la vera e propria fase di isolamento del sottotetto. Qui, gli operatori stendono uno strato omogeneo di materiale leggero e isolante su tutta la superficie, che potrà essere sfuso (perle di silicio, cellulosa, perlite, sughero naturale ecc..), oppure espanso (poliuretano, poliestere e resine ureiche);
  4. Posa del tavolato: la fase finale, in cui vengono sistemati le assi di legno portare in precedenza e che servirà per isolare il materiale e rendere la superficie calpestabile.

A questo punto però la domanda è una sola, ossia perché conviene puntare sull’insufflaggio? La risposta è data da un ottimo rapporto costi-benefici. Attualmente, è una delle opzioni più efficaci e convenienti sul mercato. Basti pensare che il costo medio si aggira sui 40-45 euro al metro quadro, molto più basso rispetto al cappotto termico.

Inoltre, sfruttando l’Ecobonus, si potrà detrarre fino al 50% del costo finale. Ma la cosa sorprendente è il guadagno termico che si andrà ad ottenere. Con l’insufflaggio infatti, si potranno guadagnare fino a 4°C di temperatura interna. Si tratta di una soluzione che non richiede alcun tipo di permesso e che garantisce una durata decennale.

Maria Petrillo

Classe 1985, moglie e mamma a tempo pieno, amo la mia vita in tutte le sue sfaccettature. Ho unito le mie passioni e le ho fatte diventare un lavoro. Mi piace spaziare tra gli argomenti, sperimentare e imparare continuamente cose nuove mettendo nero su bianco tutto quello che mi viene in mente. Conquisterò anche voi?

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