Ogni anno, al momento di compilare la dichiarazione dei redditi, milioni di italiani lasciano sul tavolo agevolazioni fiscali che non conoscono o che non sanno come sfruttare correttamente.
Tra le più sorprendenti e meno note c’è la possibilità di portare in detrazione l’acquisto di un materasso. Sì, proprio quello che si compra per dormire meglio o per esigenze di salute.
Il fisco italiano, in determinate condizioni ben precise, consente di recuperare una quota significativa della spesa sostenuta, attraverso due strade distinte: la detrazione per spese sanitarie oppure il cosiddetto Bonus Mobili. Conoscere la differenza tra questi due strumenti, e sapere quali documenti conservare, è fondamentale per non perdere un’opportunità concreta di risparmio nella dichiarazione dei redditi 2026.
Materasso come dispositivo medico: quando vale la detrazione sanitaria al 19%
La prima strada percorribile è quella delle detrazioni per spese sanitarie, che permettono di recuperare il 19% della spesa sostenuta, al netto di una franchigia di 129,11 euro. Non tutti i materassi rientrano in questa categoria, ma alcuni lo fanno in modo inequivocabile e riconosciuto dalla normativa.
Il caso più chiaro riguarda i materassi antidecubito, classificati esplicitamente come dispositivi medici dal Decreto Legislativo n. 46 del 1997 per la loro funzione preventiva e terapeutica nelle lesioni cutanee da prolungata degenza a letto. Questi prodotti sono detraibili sia in caso di acquisto che di semplice noleggio, il che li rende accessibili anche a chi ne ha bisogno solo temporaneamente, ad esempio durante una convalescenza post-operatoria.

Lo stesso vale per i materassi ortopedici ed ergonomici classificabili come dispositivi medici, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 20/E del 2011. Per rientrare nella detrazione è indispensabile che il prodotto rechi la marcatura CE e che lo scontrino o la fattura riportino la descrizione precisa dell’articolo acquistato insieme ai dati dell’acquirente: un documento fiscale con la sola dicitura generica non è ritenuto valido ai fini della detrazione.
Bonus Mobili 2026: la seconda via per detrarre il materasso, anche senza motivazioni mediche
Chi non si trova nelle condizioni per accedere alla detrazione sanitaria ha comunque a disposizione un’alternativa interessante e accessibile a molti più contribuenti: il Bonus Mobili, prorogato fino al 31 dicembre 2026. In questo caso la detrazione sale al 50% su una spesa massima di 5.000 euro, riferita agli acquisti effettuati nel corso del 2025 e da indicare nella dichiarazione dei redditi 2026.
La possibilità di includere i materassi nel Bonus Mobili è stata esplicitamente confermata dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 29/E del 2013, e non richiede alcuna certificazione medica né la classificazione del prodotto come presidio sanitario: può trattarsi di un qualsiasi materasso, indipendentemente dalle sue caratteristiche terapeutiche o ergonomiche.
C’è però una condizione imprescindibile che molti ignorano: il Bonus Mobili è strettamente legato a un intervento di ristrutturazione edilizia avvenuto sullo stesso immobile in cui viene collocato il nuovo arredo. Non è quindi uno strumento autonomo, ma deve essere abbinato a lavori edilizi già sostenuti. Inoltre, a differenza delle spese sanitarie, il pagamento deve avvenire obbligatoriamente con strumenti tracciabili come bonifico, carta di credito o debito.






