Acquistare una cucina nuova è spesso la spesa più importante quando si decide di rinnovare la propria abitazione, con costi che possono raggiungere facilmente diverse migliaia di euro.
Fortunatamente, anche per il 2026 è confermata un’agevolazione fiscale che permette di recuperare metà dell’investimento sostenuto: si tratta del bonus mobili ed elettrodomestici, comunemente chiamato bonus cucina. Questa detrazione fiscale consente di ottenere un rimborso pari al cinquanta per cento della spesa, fino a un massimo di 2.500 euro, attraverso la dichiarazione dei redditi.
Non si tratta però di uno sconto immediato applicato al momento dell’acquisto, ma di un beneficio che viene ripartito in dieci rate annuali di uguale importo. È importante sottolineare che non tutti possono accedere a questa opportunità: esistono condizioni precise da rispettare e una stretta correlazione con interventi edilizi effettuati sull’immobile. Comprendere i requisiti e le modalità operative è essenziale per non perdere questo vantaggio economico significativo.
Il collegamento obbligatorio con i lavori di ristrutturazione
La prima e più importante condizione per beneficiare del bonus cucina è che l’acquisto sia correlato a lavori di ristrutturazione iniziati dal primo gennaio 2025 in poi. Non è sufficiente semplicemente decidere di cambiare l’arredamento: l’immobile deve essere stato oggetto di specifici interventi edilizi che rientrano nel bonus ristrutturazioni.
Per le abitazioni singole sono ammessi esclusivamente lavori di manutenzione straordinaria, come il rifacimento completo dell’impianto elettrico o idraulico, lo spostamento di pareti divisorie interne, oppure interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia vera e propria.

Un aspetto interessante è che non sempre servono modifiche strutturali importanti: anche l’installazione di un nuovo sistema di climatizzazione con pompe di calore o la sostituzione della caldaia possono costituire l’intervento trainante che sblocca il diritto al bonus cucina. È fondamentale invece escludere dalla lista i semplici lavori di manutenzione ordinaria, come tinteggiare le pareti o sostituire i sanitari del bagno senza opere murarie, che sulle singole unità abitative non danno accesso all’agevolazione.
Cosa si può acquistare e come ottenere lo sconto fiscale
Il bonus copre un’ampia gamma di elementi necessari per comporre la cucina completa. Rientrano nell’agevolazione tutti i mobili contenitori come basi, pensili, colonne e isole attrezzate, oltre a tavoli, sedie e credenze destinate all’ambiente cucina. Anche l’illuminazione specifica per questo ambiente può essere portata in detrazione. Per quanto riguarda gli elettrodomestici, sono inclusi frigoriferi, congelatori, lavastoviglie, forni tradizionali e a microonde, piani cottura inclusi quelli a induzione, e cappe aspiranti.
Attenzione però ai requisiti energetici: i forni devono avere almeno classe A, le lavastoviglie classe E, mentre frigoriferi e congelatori almeno classe F. Il tetto di spesa detraibile è fissato a cinquemila euro complessivi per l’intera unità immobiliare, incluse eventuali pertinenze, e comprende anche i costi di trasporto e montaggio.
Per non perdere il diritto alla detrazione è assolutamente obbligatorio pagare con strumenti tracciabili: bonifico bancario, carta di credito o carta di debito. Sono categoricamente esclusi contanti e assegni. Tutta la documentazione deve essere conservata meticolosamente: fatture dettagliate con descrizione precisa dei beni acquistati, ricevute dei pagamenti elettronici, estratti conto che attestano l’addebito.






