Con l’arrivo della bella stagione e delle temperature elevate, sono numerosi i residenti che pensano di montare una tenda da sole sul proprio balcone per creare un po’ di ombra e rendere più vivibile lo spazio esterno.
Tuttavia, quello che appare come un semplice lavoro di manutenzione domestica nasconde in realtà diverse insidie dal punto di vista normativo. La maggior parte delle persone non è a conoscenza del fatto che la parte sottostante del balcone superiore rappresenta una proprietà privata e non può essere utilizzata liberamente senza autorizzazione.
Prima di recarsi in negozio per scegliere colore e modello della tenda ideale, è indispensabile informarsi accuratamente sulle disposizioni di legge e sulle normative condominiali applicabili. Solo attraverso una corretta pianificazione e il rispetto delle procedure previste è possibile evitare controversie con i condomini e potenziali azioni legali che potrebbero rivelarsi costose e stressanti.
Il diritto di veduta e il rispetto del decoro condominiale
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il diritto di veduta che spetta al proprietario dell’appartamento situato al piano superiore. Questo diritto consente infatti di affacciarsi dal proprio balcone e osservare perpendicolarmente verso il basso, beneficiando così di illuminazione naturale e ricircolo d’aria.
Quando viene montata una copertura molto estesa o una struttura fissa come una pergotenda, si rischia concretamente di ostacolare questa visuale, creando le condizioni per una contestazione legale anche se inizialmente era stato concesso il permesso per i lavori. Parallelamente, bisogna prestare grande attenzione all’impatto estetico dell’installazione sull’intero fabbricato.

Ogni tenda deve armonizzarsi con l’aspetto architettonico generale dello stabile: optare per tonalità eccessive o modelli che stonano con quelli già presenti può generare proteste da parte degli altri residenti. I regolamenti condominiali, particolarmente quelli di tipo contrattuale, frequentemente stabiliscono criteri precisi relativi alle caratteristiche estetiche ammissibili, indicando quali tonalità utilizzare e quali tipologie sono autorizzate. Risulta pertanto fondamentale esaminare con scrupolo tale documentazione e dialogare preventivamente con l’amministratore per assicurarsi che la scelta effettuata rispetti tutte le disposizioni in vigore nell’edificio.
La proprietà esclusiva del sottobalcone e le autorizzazioni necessarie
Il punto cruciale da chiarire riguarda la titolarità giuridica della superficie inferiore del balcone. Nel caso dei balconi sporgenti, ovvero quelli che si estendono oltre il perimetro dell’edificio, l’intera costruzione costituisce un prolungamento dell’unità abitativa a cui è collegata.
Di conseguenza, anche la parte inferiore della soletta, che funge da copertura per chi abita al piano inferiore, rimane di esclusiva pertinenza dell’inquilino che vive al piano superiore. Per procedere al fissaggio di una tenda occorre inevitabilmente praticare dei fori nella struttura per inserire i sistemi di ancoraggio, operazione che rappresenta un intervento sulla proprietà di terzi.
Non è sufficiente quindi rivolgere la richiesta all’amministratore condominiale né sottoporre la questione all’assemblea dei condomini, dal momento che tali organi non possono disporre dei beni appartenenti individualmente ai singoli proprietari. L’autorizzazione va richiesta in maniera esplicita e diretta al titolare dell’immobile sovrastante, raccomandando fortemente di formalizzare l’accordo per iscritto onde prevenire eventuali incomprensioni future.






