Case green, quanto ci costerà adeguare le nostre abitazioni? Le cifre sono assurde, come peserà la direttiva sulle famiglie

La direttiva Case Green avrà conseguenze non solo a livello normativo ma anche finanziario per tutti coloro che possiedono un immobile.

L’obbligo che ne deriva di dover adeguare le abitazioni e quindi di effettuare delle modifiche anche piuttosto importanti ha un peso e sarà comunque un onere che spetterà un po’ a tutti, determinando delle spese impegnative che graveranno sul bilancio familiare.

La questione non è come ma piuttosto quando bisognerà intervenire perché, appare ormai evidente, che non ci saranno altre vie per l’Italia se non quella di capire come procedere ai lavori di ristrutturazione e adeguamento per quanto viene richiesto dalla normativa. Il problema è di contro la riduzione progressiva dei bonus che porterà ad un impegno economico maggiore su base personale.

Case Green, i costi degli adeguamenti previsti entro il 2050

La direttiva si applicherà a livello europeo ma la questione cambia molto da Paese a Paese perché di base quelli che hanno una condizione più agevole per quanto riguarda la storicità delle costruzioni dovranno fronteggiare problematiche minori rispetto a Paesi come l’Italia dove la maggior parte degli immobili non rientra nelle richieste previste. Non effettuare alcuna modifica vorrà dire di fatto andare a svalutare la casa, un problema sia ai fini del mutuo che per quanto concerne la possibilità di vendere quello che è comunque a tutti gli effetti un bene.

direttiva case green
Case Green, cosa cambia con la normativa (designmag.it)

Proprio nel mese di marzo 2024 la direttiva arriverà al Parlamento Europeo e quindi ci saranno gli scenari da affrontare successivamente. Guardando al complesso degli interventi ogni famiglia si troverà a spendere una cifra tra i 20 e i 55 mila euro per poter raggiungere quanto richiesto. Una volta effettuato il passaggio la norma sarà in Gazzetta Ufficiale e da lì non ci sarà molto tempo per stabilire cosa fare e quindi adempiere agli obiettivi energetici e climatici.

Tutti dovranno avere un’abitazione ad alta efficienza entro il 2050 e quindi affrontarne i costi. Per l’efficienza energetica i nuovi edifici non hanno problemi, per i vecchi invece la questione è aperta, la direttiva prevede infatti la riduzione del 55% dei consumi. Guardando al caso italiano, 12 milioni di edifici complessivi, di cui praticamente circa la metà ha classi disastrose in termini di energia. Questo si traduce nell’obbligo di fare modifiche. Ci saranno esenzioni ma saranno pochissime e sicuramente sfruttate per i beni storici o comunque per quelli dello Stato. L’Italia dovrà effettuare una parte di modifiche entro il 2030, che sembra lontano ma sei anni per poter modificare il 16% degli edifici di tutto il Paese non lo è affatto, senza contare poi quello che verrà dopo.

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