Bonus videosorveglianza: nuove aliquote per prima e seconda casa

Installare un sistema di videosorveglianza a casa propria è diventato sempre più comune: le tecnologie si sono evolute, i prezzi sono scesi e la preoccupazione per la sicurezza domestica è cresciuta.

Ma c’è un altro motivo, tutto fiscale, che rende questa scelta ancora più conveniente. Il bonus videosorveglianza che rientra nel più ampio Bonus Ristrutturazioni previsto dall’art. 16-bis del TUIR consente di recuperare una parte significativa della spesa attraverso la dichiarazione dei redditi, in dieci quote annuali di pari importo.

Le aliquote, però, non sono uguali per tutti: cambiano in base all’anno in cui si sostiene la spesa e alla tipologia di immobile interessato dall’intervento. Conoscere le regole aggiornate è quindi il primo passo per pianificare l’intervento nel modo più vantaggioso possibile, evitando errori che potrebbero far perdere il diritto all’agevolazione.

Cosa copre il bonus e quali impianti rientrano davvero

Prima di parlare di percentuali, è utile capire cosa si può effettivamente portare in detrazione. L’agevolazione non riguarda solo le telecamere, ma un ventaglio più ampio di interventi legati alla sicurezza passiva e attiva dell’immobile: grate, porte blindate, serrature di sicurezza, sensori applicati a porte e finestre, tapparelle in acciaio, vetri antisfondamento e, appunto, impianti di videosorveglianza.

Per questi ultimi, però, esiste una condizione precisa indicata dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 17/E del 2023: i dispositivi devono essere collegati a un centro di controllo o a un istituto di vigilanza privata, requisito indispensabile per rientrare nel perimetro dell’agevolazione.

Un collage che indica differenti sistemi di sicurezza
Cosa copre il bonus e quali impianti rientrano davvero – designmag.it

Sul mercato esistono oggi sistemi molto evoluti, con riconoscimento facciale, sensori perimetrali e riprese notturne ad alta definizione: soluzioni che si adattano sia a piccoli appartamenti sia a ville con ampi spazi esterni. Sono ammesse le spese per acquisto e installazione dell’impianto, mentre restano esclusi i canoni dei contratti di servizio con gli istituti di vigilanza, che non beneficiano di alcuna agevolazione fiscale.

Le aliquote anno per anno: conviene agire adesso

Il quadro delle percentuali di detrazione è stato ridisegnato dalla Legge di Bilancio 2025 e dalla Legge di Bilancio 2026, introducendo una distinzione che premia chi agisce prima e chi interviene sulla prima casa. Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sulla seconda casa. Nel 2027 le aliquote calano sensibilmente: 36% per la prima casa e 30% per gli altri immobili.

Dal 2028 in poi non ci sarà più alcuna distinzione tra tipologie di immobile e la percentuale sarà fissata al 30% per tutti, con il tetto massimo di spesa detraibile che scenderà da 96.000 a 48.000 euro per unità immobiliare.

Significa che chi ha una seconda casa al mare o in montagna, spesso lasciata incustodita per mesi, ha tutto l’interesse ad anticipare l’intervento entro il 31 dicembre 2026: aspettare costerà diversi punti percentuali di risparmio fiscale. Per quanto riguarda le modalità pratiche, il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante, con i riferimenti normativi richiesti dall’Agenzia delle Entrate e il codice fiscale di chi utilizzerà la detrazione.