Il freddo in questi giorni stà tenendo nella sua morsa tutta la nostra Penisola, motivo per il quale spenderemo una bella cifra sulla prossima bolletta. Per chi è più fortunato ha messo in casa una stufa a pellet, dove il risparmio è notevole.
Ma non solamente perché, proprio in questi giorni, ci sono informazioni in merito al nuovo bonus 2026 proprio per le stufe a pellet. Andiamo a vedere nel dettaglio come si richiede e che cosa riguarda.
Stufa a pellet e bonus: quello che devi conoscere
La stufa a pellet è una grandissima opportunità per scaldare la nostra casa, specialmente se non parliamo di dimensioni troppo grandi. Il suo costo non è particolarmente elevato, anche nell’acquisto e se possiamo utilizzare anche i vari bonus a disposizione il suo costo diventa molto interessante.

Andiamo con ordine. I vari bonus che possiamo richiedere fanno riferimento alle spese che abbiamo effettuato per acquisti o interventi nell’anno solare 2023, dal primo gennaio al 31 dicembre. Resta però sempre in vigore la possibilità di richiedere il bonus ristrutturazioni del 50% quando effettuiamo opere di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro o risanamento conservativo.
Ricordiamo che l’aliquota di detrazione è del 50% se parliamo della prima casa mentre del 36% se parliamo di una seconda o terza casa. L’importo dei lavori eseguiti, per la prima casa, arriva alla soglia massima di 96.000 euro. L’acquisto della stufa a pellet deve essere effettuato nel periodo in cui stiamo facendo i lavori.
Le spese incluse sono:
- acquisto dei materiali
- esecuzione dei lavori
- altre prestazioni professionali come perizie o sopralluoghi
- relazioni di conformità
- Imposte sul valore aggiunto
- oneri di urbanizzazione
Se dobbiamo comprare solamente la stufa a pellet possiamo richiedere l’Ecobonus sempre con aliquota la 50% solamente se rispettiamo questi parametri:
- rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 della norma europea EN 303-5, ovvero superiore all’85%
- rispetto dei limiti di emissione stabiliti dal Decreto Legislativo 152/2006 oppure dalle delibere regionali
- utilizzare le biomasse combustibili ammissibili
- per le abitazioni che si trovano nelle zone climatiche C, D, E, F, le porte e le finestre devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza termica ai sensi del D.lgls. 192/2005
- deve esserci l’impianto di riscaldamento
Ricordiamoci poi che è molto importante pagare nel modo corretto, ovvero con metodo tracciabile. Parliamo di bonifico bancario o postale parlante ovvero dove vengono indicati una serie di dati. Parliamo della causale del versamento dove viene indicata la norma, il codice fiscale del beneficiario, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, per finire il numero e la data della fatture.
Quindi, potrebbe essere giunto il momento di comprare o di apportare modifiche al nostro impianto di riscaldamento senza dover spendere un patrimonio.






