Bollette energia, meglio il prezzo fisso o quello indicizzato? Quali sono le differenze e quale conviene

Quando si parla di bollette è preferibile optare per il prezzo fisso oppure scegliere quello indicizzato? Cerchiamo di capire quali sono le differenze.

Le bollette dell’energia sono un tema delicato che deve essere affrontato con la dovuta attenzione. Troppo spesso infatti ci si limita a visionare il prezzo senza valutare le molteplici variabili in gioco a cominciare dal fatto che tale costo sia fisso o meno. Scegliere un contratto di fornitura dell’energia elettrica può portare il cliente a trovarsi dinnanzi ad una molteplicità di possibilità ed è bene valutarle in maniera minuziosa perché a fronte di una scelta iniziale si potrebbe andare a risparmiare, nell’arco dell’anno, cifre ingenti.

Bollette, meglio il prezzo fisso o indicizzato? Le differenze, vantaggi e svantaggi

Una delle questioni principali in tal senso riguarda, in fase di confronto delle offerte più convenienti, la valutazione delle differenze tra prezzo fisso e prezzo indicizzato. Nel primo caso, come dice la parola, viene fissato un prezzo che non varierà nell’arco di un periodo di tempo predeterminato; insomma la tariffa avrà un orizzonte temporale di validità al termine del quale potrebbe essere riconfermata o modificata. Nel caso dell’indicizzazione invece il cliente è a conoscenza soltanto dell’indice della materia prima.

Bollette, la tariffa fissa non è sempre conveniente
Calcolo consumi, vantaggi e svantaggi in base alla tariffa scelta (designmag.it)

Nel primo caso dunque sarà l’operatore a definire un prezzo non variabile, solitamente per un periodo di tempo di 12, ma a volte anche di 24 mesi. Il cliente non dovrà più preoccuparsi di eventuali variazioni e conoscerà con esattezza sia il prezzo della componente energia che l’importo dovuto, essendo questo legato unicamente alla quantità di elettricità consumata. Quando il periodo di tempo verrà a scadere il cliente riceverà una nuova offerta e potrà decidere di accettarla o meno. Il secondo meccanismo è differente perché l’indice in questione varia, solitamente, sulla base dei prezzi all’ingrosso del gas. Il cliente non potrà dunque conoscere l’importo esatto dato che conoscerà soltanto l’indice al quale l’operatore fa riferimento per andare a determinare il prezzo.

Per quanto riguarda l’Autorità per l’energia, la tariffa praticata fa riferimento proprio ad un meccanismo di indicizzazione che viene aggiornato con costanza. L’indice è composto da diversi elementi che possono essere, per quanto riguarda il gas, i prezzi sul mercato a termine, quelli dei contratti di importazione e non solo. Per l’elettricità si guarda invece ai prezzi di petrolio e gas. Non è facile stabilire per quale delle due tariffe propendere, perché questo dipende dalla propensione del cliente al rischio. Un prezzo bloccato potrebbe risultare vantaggioso ma anche controproducente qualora i costi dovessero crollare. Al contrario l’indicizzazione potrebbe rivelarsi molto vantaggiosa ma anche esporre al rischio di improvvisi rincari.

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