Le bollette dell’elettricità rappresentano una voce di spesa significativa per la maggior parte delle famiglie italiane, con aumenti progressivi che hanno messo sotto pressione i bilanci domestici negli ultimi anni.
Molti consumatori cercano soluzioni efficaci per contenere i costi energetici, ma spesso trascurano un aspetto fondamentale: i consumi fantasma durante le ore notturne. Esiste infatti un elettrodomestico insospettabile che, pur sembrando spento, continua a consumare energia elettrica in modo costante, gravando pesantemente sulla bolletta annuale.
Secondo recenti analisi dei consumi domestici, staccare questo dispositivo nelle ore notturne può generare un risparmio concreto di circa 150 euro all’anno. Una cifra tutt’altro che trascurabile, ottenibile con un semplice gesto quotidiano che richiede pochi secondi ma produce benefici economici duraturi nel tempo.
Il grande divoratore silenzioso di energia
I frigoriferi con più di dieci anni di anzianità rappresentano la principale causa di sprechi energetici notturni, consumando fino a tre volte più energia rispetto ai modelli recenti di classe energetica superiore. Un frigorifero obsoleto può assorbire tra 400 e 600 kWh all’anno, mentre un modello di ultima generazione classe A+++ si ferma a circa 150-200 kWh. Questa differenza si traduce in un costo aggiuntivo annuale che oscilla tra 120 e 200 euro, considerando le tariffe elettriche medie attuali.
Durante le ore notturne, quando la temperatura ambientale è naturalmente più bassa e l’apertura dello sportello è assente, un frigorifero inefficiente continua a lavorare al massimo regime senza alcuna reale necessità. Il compressore si attiva con frequenza eccessiva, le guarnizioni usurate lasciano disperdere il freddo e l’assenza di tecnologie moderne di ottimizzazione energetica comporta uno spreco continuo.

Per chi possiede un frigorifero datato, la soluzione ottimale è sostituirlo con un modello efficiente, ma nell’immediato è possibile ridurre i consumi notturni regolando correttamente il termostato, verificando l’integrità delle guarnizioni e, nei mesi invernali quando le temperature sono particolarmente rigide, considerando persino di abbassare ulteriormente l’impostazione del termostato per ridurre i cicli di funzionamento del compressore.
Scaldabagno elettrico: il nemico nascosto delle bollette salate
Lo scaldabagno elettrico è probabilmente l’elettrodomestico più energivoro presente nelle abitazioni, con un consumo medio che può raggiungere 1500-2000 kWh annui nelle famiglie di quattro persone. Questo apparecchio lavora principalmente durante la notte per sfruttare le fasce orarie a tariffa ridotta previste dai contratti biorari, ma proprio in questo momento genera il maggior impatto economico.
Mantenere acceso uno scaldabagno elettrico per l’intera notte significa riscaldare continuamente acqua che spesso non viene utilizzata fino al mattino successivo, con dispersioni termiche significative dovute all’isolamento non sempre ottimale del serbatoio.
La strategia più efficace consiste nell’installare un timer programmabile che attivi lo scaldabagno solo 2-3 ore prima del momento di effettivo utilizzo, generalmente al mattino presto. In questo modo l’acqua raggiunge la temperatura desiderata proprio quando serve, evitando ore di mantenimento inutile durante la notte. Per chi dispone di impianto fotovoltaico, la soluzione ideale è spostare il riscaldamento dell’acqua alle ore diurne, sfruttando l’energia autoprodotta e azzerando completamente questo costo dalla bolletta.






