In un condominio l’ascensore non è un semplice comfort, ma un servizio essenziale, soprattutto per anziani, persone con disabilità o famiglie che abitano ai piani alti.
Quando l’impianto smette di funzionare per lunghi periodi o presenta guasti frequenti, il disagio può diventare serio e incidere sulla qualità della vita quotidiana. Non tutti sanno però che, in determinate circostanze, il malfunzionamento dell’ascensore può dare diritto a un risarcimento.
La legge italiana considera l’ascensore una parte comune dell’edificio e ne attribuisce la responsabilità al condominio, che deve garantirne il corretto funzionamento e la manutenzione. Se questa obbligazione viene trascurata e il guasto provoca un danno concreto ai condomini, non si tratta solo di un inconveniente, ma di una situazione che può avere rilevanza giuridica.
Quando il condominio è responsabile del guasto
Il condominio è responsabile se il malfunzionamento dell’ascensore deriva da una manutenzione carente o da segnalazioni ignorate. In base all’articolo 2051 del Codice Civile, il condominio è custode delle parti comuni e risponde dei danni causati da queste, salvo che dimostri il caso fortuito.

Questo significa che, se l’ascensore si blocca o resta inutilizzabile per molto tempo a causa di controlli mancati, interventi tardivi o segnalazioni rimaste senza risposta, il condominio può essere chiamato a risarcire i danni subiti dai singoli proprietari o inquilini.
Il risarcimento può riguardare non solo danni fisici, come una caduta o un infortunio, ma anche danni patrimoniali e non patrimoniali.
Ad esempio, una persona con difficoltà motorie costretta a rimanere in casa, oppure un condomino che deve sostenere spese aggiuntive per servizi sostitutivi, può dimostrare un pregiudizio concreto. Fondamentale è la prova che il condominio fosse a conoscenza del problema e non abbia agito tempestivamente per risolverlo.
Quali danni possono essere risarciti e come tutelarsi
Non ogni guasto dà automaticamente diritto a un risarcimento: è necessario dimostrare un danno reale e un comportamento negligente. I tribunali tendono a valutare caso per caso, distinguendo tra semplici disagi temporanei e situazioni più gravi. Possono essere risarciti, ad esempio, i danni alla salute, le spese extra sostenute, la limitazione della libertà di movimento o, in casi specifici, anche il danno esistenziale.
Per tutelarsi è importante segnalare sempre i guasti all’amministratore in forma scritta, conservare eventuali comunicazioni, documentare la durata del disservizio e raccogliere prove del danno subito.
Anche le testimonianze di altri condomini possono essere utili. Se il problema persiste, è possibile rivolgersi a un legale o tentare una mediazione prima di arrivare in giudizio. Agire in modo tempestivo e documentato aumenta notevolmente le possibilità di ottenere un risarcimento e spinge il condominio a intervenire con maggiore attenzione nella gestione delle parti comuni.






