Arriva la mega patrimoniale europea sulle case: nessuno si salva dalla DCG e le famiglie protestano

In arrivo la mega patrimoniale dell’Unione Europea sulle case green. Ecco cosa dovranno fare le famiglie italiane. 

In Italia cresce la preoccupazione per le milioni di case non a norma da un punto di vista energetico, dopo la misura decisa dall’Unione Europea da completare entro sette anni. Da un recente calcolo di un documento dell’ANCE (Associazione Nazionale dei Costruttori), circa 2 case su 3 in Italia non sono a norma sull’efficientamento energetico. Difatti, circa il 74% degli immobili in Italia è stato realizzato prima dell’entrata in vigore della nuova normativa europea sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica.

La reazione interna al governo Meloni nei confronti della decisione dell’UE non è delle migliori. Secondo il governo, infatti, quello dell’Unione Europea sarebbe un tentativo camuffato di obbligare l’Italia ad una patrimoniale che andrebbe a ledere seriamente i diritti dei proprietari sulle proprie abitazioni. All’interno del governo si sta cercando di ostacolare la normativa dell’UE per scongiurare una situazione di disagio e di difficoltà generale dei proprietari in Italia.

Mega patrimoniale: alcune eccezioni per gli immobili storici

Inoltre, molte preoccupazioni emergono anche dal settore bancario che, di fronte ad una riduzione generalizzata del patrimonio immobiliare italiano, teme per una situazione in cui potrebbe emergere un grave problema creditizio in tutto il Paese. Non solo, chi è in procinto di vendere il proprio immobile di una classe energetica non adeguata agli standard moderni, potrebbe ritrovarsi nella condizione di vedere la proprietà svalutata di migliaia di euro e di non riuscire a venderla. 

Mega Patrimoniale sull'Italia: cosa dice il governo
Mega Patrimoniale: dall’UE obbligo di adeguamento energetico entro il 2033 (Designmag.it)

Secondo l’Unione Europea, ciascun Paese dovrà individuare il 15% del parco immobiliare più inquinante (appartenente quindi alla classe energetica G) per rinnovarne l’efficienza energetica. Pertanto, il volere è di rendere gli edifici con le peggiori prestazioni, pubblici e non residenziali, di una qualità energetica superiore, almeno della classe D entro il 2030. Gli edifici residenziali e di edilizia sociale, invece, avranno tempo fino al 2033 o più per raggiungere l’obiettivo di efficienza energetica alta.

Sono previste delle eccezioni per tutti gli immobili storici e dal particolare valore architettonico, ma anche per gli immobili collocati in aree protette o vincolate, per alcune unità residenziali utilizzate per meno di quattro mesi all’anno o con un consumo energetico previsto inferiore al 25% del consumo standard. L’obbligo non è esteso agli edifici ubicati nei centri storici. Non riguarda, ovviamente, gli immobili sottoposti a tutela della Soprintendenza dei Beni Culturali e nemmeno quelli che, in seguito ai lavori, potrebbero subire una svalutazione del valore architettonico.

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