Agevolazioni prima casa, così rischi di perderle: l’aspetto da non sottovalutare mai

Ci sono importanti questioni che coloro che optano per le agevolazioni prima casa non devono assolutamente sottovalutare.

Questi benefici sono destinati all’acquisto del primo immobile, ci sono quelli specifici under 36 ma anche quelli generali e quindi per chiunque voglia comprare la sua prima casa. Tuttavia questi sono legati a specifici dettagli da rispettare, pena la decadenza della validità degli stessi e la necessità di dover restituire tutto, con le dovute ammende.

Meglio quindi comprendere bene cosa è effettivamente possibile fare, quali sono i tempi per farlo e come agire successivamente perché le regole non valgono solo entro la vendita ma anche dopo e quindi possono portare a sorprese inaspettate una volta ottenuto l’immobile.

Agevolazioni prima casa: in questo caso il rischio è perderle

Il problema principale è che molti cittadini hanno ottenuto le agevolazioni e dopo si sono trovati in condizioni spiacevoli, dovendo restituire le somme o comunque dovendo pagare dei provvedimenti. Questa situazione particolare non è stata sicuramente ottimale. Quindi, onde evitare condizioni simili, è utile fare una sintesi dei punti salienti delle condizioni.

Agevolazioni prima casa perderle
Quando si perdono le agevolazioni prima casa (designmag.it)

A seconda della condizione personale i benefici si traducono in una riduzione dell’imposta di registro dal 9% al 2% per gli acquisti che vengono effettuati da privati, una riduzione al 4% per gli acquisti che vengono invece effettuati dalle ditte, oltre a benefici che sono legati all’esenzione dalle imposte catastali e dagli altri oneri fiscali che sono invece di importo nettamente ridotto o comunque pari a zero.

La normativa, oltre a regolare l’impossibilità di vendere entro certi termini l’immobile o meglio di farlo senza poi dover pagare quanto dovuto, prevede anche altre specifiche per il mantenimento delle agevolazioni. Queste riguardano in modo particolare successione e donazione. L’Agenzia delle Entrate dunque ha chiarito questi punti per evitare problemi.

Secondo la normativa infatti il mantenimento, anche in considerazione di un secondo immobile, può essere comunque determinato laddove trascorra un anno dall’acquisto del precedente immobile e nei casi in cui la residenza venga cambiata nel giro di 18 mesi. Questi sono i limiti che si applicano laddove si riceva il suddetto in formula di donazione da un’altra persona. Diversa è la casistica per coloro che invece comprano in maniera diretta la casa e sono quindi gli intestatari della stessa.

In caso di decadenza non solo bisognerà pagare tutti gli oneri fiscali esentati in precedenza ma anche corrispondere una sovrattassa pari al 30% del totale, quindi le more e gli interessi previsti fiscalmente.

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