Affitto: puoi non pagarlo con la legge sulla morosità incolpevole, non farti fregare

L’affitto pesa troppo sul bilancio mensile? Niente panico: puoi evitare di pagarlo grazie alla morosità incolpevole. Ma occhio alle fregature.

In un periodo costituito da spese in aumento e rincari continui, l’affitto mensile si può facilmente rivelare un salasso. Per fortuna però, con questo escamotage si può evitare di pagarlo. Tuttavia ci sono degli aspetti da considerare, che nel caso in cui dovessero essere fraintesi potrebbero rivelarsi una fregatura.

Grazie alla giusta dose di informazione adeguata a riguardo, si riuscirà ad evitare le insidie relativa a ciò senza problemi. Prima di procedere con i consigli pratici, si dovrà capire cosa si intende per morosità incolpevole.

Cos’è la morosità incolpevole?

Nel momento in cui si aderisce ad un contratto di affitto, si deve pagare obbligatoriamente il canone mensile. Può capitare però, che l’inquilino non sia sempre puntuale nei pagamenti, saltando così alcuni mesi. La procedura che scatta in automatico è lo sfratto per morosità, ma esistono delle tutele adatte proprio per queste situazioni.

Ecco la morosità non colpevole
Cosa dice la legge sulla morosità incolpevole? (Designmag.it)

Si tratta proprio della morosità incolpevole già citata nel titolo. Il concetto è molto semplice: nel caso in cui la causa di morosità non sia imputabile ad una propria responsabilità o al proprio volere, questa non sarà ritenuta valida. Chiaramente non è una procedura che si presta ad ogni situazione, ma dipende da casistica a casistica.

Per riuscire ad accedere a questo fondo si dovrà essere in possesso di determinati requisiti. Innanzitutto, la causa di morosità dovrà realmente essere non imputabile all’inquilino sfrattato. Per esempio, nel caso in cui si venga licenziati dal proprio posto di lavoro. O in alternativa, se si ha un’attività che viene chiusa per determinati motivi.

Tutte motivazioni che, all’atto pratico, sfuggono per forza di cose alla volontà dell’inquilino moroso. A sua volta seguono anche dei requisiti fiscali. Non si deve infatti avere un Isee superiore ai 26.000 mila euro. Inoltre, l’immobile in questione non deve essere di lusso, e deve essere trascorso almeno un anno di affitto senza intoppi.

Il contratto in questione deve ovviamente essere regolare, così da poterne vedere tutte le voci con trasparenza e all’occorrenza soprattutto. Con tutte queste condizioni in essere, chi di dovere potrà appurare se la morosità non colpevole entrerà in gioco oppure no. In caso di conferma, si potrà ottenere un contributo che può valere fino a 12.000 mila euro.

Tale richiesta può essere sottoposta a Caf, patronati o uffici accreditati. Le tempistiche sono incerte, ma può essere un diritto in grado di risolvere numerosi problemi.

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