La prospettiva dell'Architetto B+P Architetti di B+P Architetti
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Arredare recuperando, quando gli oggetti prendono nuova vita

Arredare recuperando, quando gli oggetti prendono nuova vita
da in Focus on Design, La prospettiva dell'Architetto
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    Una moda, una passione o una necessità? Il recupero di vecchi oggetti a cui dare nuova vita molto spesso racchiude in se tutti questi desideri. E parliamo di moda perchè adesso, se in uno spazio residenziale o commerciale non c’è almeno un pezzo di recupero, si è assolutamente “out”. Tuttavia molte volte siamo davanti a finti recuperi nuovi di zecca o una raccolta senza senso di oggetti presi e buttati nella mischia del vintage.

    La passione invece è quella che spinge i cultori della materia a perdersi per mercatini di vario tipo, in cerca di pezzi che scatenino la loro curiosità e la voglia pazza di possederli per poterli riusare, trasformare e riadattare ad altre esigenze. La necessità di recuperare cose già in nostro possesso per salvaguardare un po’ il portafoglio, nasconde anche il nobile intento di riciclare materiali ed oggetti onde evitare, quando è possibile, inutili sprechi. Le sfide più affascinanti per noi sono arrivate nel momento in cui abbiamo mixato insieme passione e bisogno. In particolare ci vengono in mente due progetti di questo tipo: un albergo ad Altamura e una residenza ad Irsina in provincia di Matera.

    Nel primo caso la nostra committente ci ha espresso il desiderio di arredare le sue quattro camere con gli oggetti che negli anni aveva collezionato. Per cercare di dare ordine all’enorme quantità di materiale che avevamo a disposizione, sempre nel rispetto della tradizione del luogo, abbiamo pensato di realizzare le quattro camere da letto come se fossero delle botteghe di artigiani. Sono così nati ambienti ad hoc in cui son stati ricreate le botteghe di fabbro, fioraio, cestaio e vinaio che molto probabilmente in passato hanno anche abitato il claustro (cortile tradizionale pugliese) attorno al quale si sviluppano adesso le stanze.

    Le vecchie ceste di vimini sono andate ad arredare la camera del cestaio trasformandosi in paralumi e portaoggetti. La stanza del fabbro è stata arricchita da una vecchia toilette in ferro che ha riacquistato la sua principale funzione dotandosi di un moderno lavabo, mentre delle gabbiette per uccellini sono diventate delle plafoniere sistemate proprio sopra il letto. Boccioni in vetro nati per contenere vino o olio sono state trasformate in applique e portafiori nella camera del vinaio, mentre nella camera del fioraio la base di una vecchia macchina da cucire è diventata un porta lavabo con il piano decoratoda vecchie maioliche con motivi floreali. Anche le testate dei letti sono state rinnovate e le persiane in legno sono state trasformate in ante per armadio, a dimostrazione del fatto che tutto può avere una seconda vita anche molto diversa dalla precedente.

    Nel secondo progetto, una ristrutturazione di un palazzo storico di Irsina, ci siamo trovati con una grande quantità di vecchie cementine con bellissimi colori e decori purtroppo anche piuttosto rovinate. Per non disperdere questa forte impronta del passato, abbiamo recuperato dei veri e propri tappeti di graniglia inserendoli nella contemporanea resina in un dialogo davvero interessante tra antico e moderno. Tutte le altre mattonelle in buono stato che però non potevano ricomporre un decoro completo, sono state riutilizzate in un patchwork colorato che è andato a caratterizzare e vivacizzare uno spazio altrimenti anonimo come il corridoio distributivo della casa.

    Non c’è limite alla creatività, con un po’ di fantasia ed ingegno si possono realizzare delle cose incredibili e anche nelle vostre cantine impolverate potrebbe essere nascosto un tesoro!

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Focus on DesignLa prospettiva dell'Architetto

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