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Normative

Tinteggiatura scale condominiali: ecco chi decide il colore e chi deve pagare

Le scale di un condominio sono tra gli spazi più vissuti e, proprio per questo, tra i più soggetti a usura.

Macchie, graffi, umidità e il continuo passaggio di persone le rendono rapidamente opache e trascurate. Eppure, quando si tratta di decidere se e quando ridipingerle, molti condomini si trovano in disaccordo: chi ha voce in capitolo? Chi sceglie il colore? E soprattutto, chi deve pagare?

Si tratta di domande tutt’altro che banali, perché dietro a un gesto apparentemente semplice come passare un pennello su una parete si nasconde un intreccio preciso di norme, maggioranze assembleari e criteri di ripartizione delle spese.

Chi decide la tinteggiatura e come funziona l’assemblea

Le scale rientrano tra le parti comuni del condominio, così come stabilisce l’art. 1117 del Codice Civile, insieme ad ascensore, androne, tetto e cortile. Essendo beni condivisi, qualsiasi intervento su di esse inclusa la tinteggiatura deve essere deliberato dall’assemblea condominiale. La buona notizia è che si tratta di manutenzione ordinaria, il che semplifica notevolmente il processo decisionale.

Per approvare i lavori di imbiancatura è sufficiente la maggioranza semplice degli intervenuti in assemblea, purché rappresentino almeno un terzo dei millesimi di proprietà, senza bisogno di unanimità o quorum rafforzati. In assemblea si decide non solo se procedere, ma anche la portata dell’intervento: dalla semplice imbiancatura delle pareti del vano scale alla tinteggiatura dei soffitti, dei parapetti, dei pianerottoli e persino delle ringhiere.

Chi decide la tinteggiatura e come funziona l’assemblea – designmag.it

Spesso si coglie l’occasione per rinnovare anche l’androne o le porte degli ascensori, così da ridare uniformità estetica all’intero edificio. La scelta del colore, che può sembrare secondaria, è in realtà fonte frequente di discussioni: anche in questo caso la decisione spetta all’assemblea, con la stessa maggioranza.

Chi paga e perché anche il piano terra contribuisce

La ripartizione delle spese per la tinteggiatura delle scale segue lo stesso criterio previsto dall’art. 1124 del Codice Civile per la manutenzione delle scale in generale. I costi vengono suddivisi per il 50% in proporzione al valore millesimale di ciascuna unità immobiliare e per il restante 50% in base all’altezza del piano dal suolo.

Chi abita ai piani più alti paga quindi una quota maggiore rispetto a chi occupa i piani inferiori, perché statisticamente utilizza le scale con più frequenza. Tuttavia, un errore comune è credere che i proprietari del piano terra siano del tutto esonerati: la legge fa riferimento all’uso potenziale e non a quello effettivo. Anche chi non sale mai le scale potrebbe teoricamente farlo per raggiungere parti comuni come il terrazzo o la soffitta, e questo è sufficiente per far scattare l’obbligo di contribuzione.

Lo stesso vale per i titolari di negozi o locali commerciali al piano terra: non possono sottrarsi alla spesa semplicemente perché il loro accesso avviene direttamente dalla strada. L’unica eccezione ammessa è quella di scale che servono esclusivamente un’unità abitativa privata o che risultano tali dall’atto di acquisto.

Simone Nozza

Mi chiamo Simone Nozza e vivo in provincia di Roma . Sono uno studente universitario presso la sapienza.

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