Riforma del condominio, le novità includono: polizza obbligatoria, conto online e detrazione di 500 euro - designmag.it
A più di dieci anni dalla riforma del 2012, il legislatore torna a occuparsi della disciplina condominiale.
Il nuovo DDL 1816, attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato, nasce dopo il ritiro di una proposta precedente ritenuta troppo ambiziosa, e adotta un approccio più graduale ma comunque concreto.
L’obiettivo è risolvere le criticità emerse in un decennio di applicazione della normativa vigente, modernizzare la figura dell’amministratore e garantire ai condomini strumenti più efficaci per controllare la gestione del proprio edificio. Una riforma attesa e necessaria, che arriva dopo anni di segnalazioni da parte di professionisti del settore e associazioni di categoria, e che potrebbe cambiare in modo significativo la vita quotidiana di milioni di italiani che abitano in condominio.
Uno dei cardini del DDL 1816 riguarda la professionalizzazione degli amministratori di condominio. Viene introdotta come requisito obbligatorio la certificazione UNI 10801:2024 per chi gestisce condomini con bilanci superiori a 100mila euro o edifici con più di 50 unità immobiliari.
La norma tecnica definisce competenze, livelli di responsabilità e standard qualitativi del servizio, colmando un vuoto che negli anni aveva generato situazioni molto disomogenee sul territorio nazionale, con conseguenze spesso dannose per i condomini. Non solo: viene eliminata la possibilità per un condomino di assumere l’incarico di amministratore senza possedere i requisiti di formazione richiesti, anche quando scelto internamente dai propri vicini di casa.
Sul fronte della trasparenza, l’amministratore sarà tenuto a pubblicare online l’estratto conto condominiale entro 30 giorni dalla fine di ogni trimestre, rendendo i dati economici accessibili a tutti i condomini in tempo reale. Il mancato rispetto di questo obbligo potrà essere causa di revoca dell’incarico.
Tra le novità più attese sul fronte fiscale c’è la possibilità di detrarre il compenso dell’amministratore fino a un massimo di 500 euro annui, limitatamente all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Un incentivo pensato per valorizzare il ricorso a professionisti qualificati, rendere più conveniente affidarsi a esperti del settore e scoraggiare il fai da te che spesso genera contenziosi costosi e difficili da risolvere.
La riforma prevede inoltre l’obbligo di polizza assicurativa professionale per gli amministratori, una garanzia concreta per i condomini in caso di errori o inadempimenti nella gestione. Sul fronte delle responsabilità, il DDL introduce una tutela importante per i professionisti: l’amministratore non sarà ritenuto responsabile civilmente, penalmente o amministrativamente se il proprio inadempimento è direttamente riconducibile alla morosità dei condomini, purché dimostri di aver attivato le procedure per il recupero del credito.
Viene anche chiarito che il compenso deve essere indicato in modo analitico al momento dell’accettazione dell’incarico, pena l’annullabilità della nomina, e che rimane valido anche per i rinnovi automatici fino a diversa delibera assembleare. Un insieme di misure che punta a rendere il rapporto tra condomini e amministratori più equilibrato, chiaro e tutelato da entrambe le parti.