Nuovo condono edilizio: ecco cosa prevede davvero la sanatoria - designmag.it
Il tema del condono edilizio, da sempre parecchio dibattuto ed oggetto di grandi polemiche, è ritornato ad essere attuale dopo la proposta di alcuni membri parlamentari di riaprire la sanatoria edilizia. A distanza di più di 20 anni dall’ultima, alcuni politici sono fortemente favorevoli a dare la possibilità di regolarizzare alcuni abusi edilizi.
Con l’approvazione di una nuova sanatoria, da una parte, ci sarebbe la possibilità di sbloccare il mercato immobiliare, dando così la possibilità di acquistare opere fino ad ora rimaste bloccate per via di alcune difformità, ma dall’altra ci sarebbero anche una serie di problematiche da affrontare e da risolvere, che allo stato attuale delle cose non sono assolutamente da poco.
Rispetto alla sanatoria di qualche anno fa, questa nuova – che, è bene sottolinearlo, non corrisponde assolutamente ad una legge vera e propria, ma solo ad una proposta – è parecchio diversa ed affronta punti che fino ad ora non erano mai stati presi in analisi.
A quanto pare, infatti, il nuovo condono edilizio riguarderebbe non solo quelle opere erette senza alcun tipo di permesso, ma anche quelle altre che sono difformi, seppure parzialmente, dal titolo autorizzativo ottenuto e, addirittura, interventi di manutenzione straordinaria o veri e propri restauri che sono stati messi in pratica senza alcun tipo di consenso. Insomma, questa sanatoria allarga (ed anche di parecchio) il proprio raggio d’intervento.
Inutile dire, ovviamente, che questa nuova proposta ha delle esclusioni, che non possono essere assolutamente presi sottogamba. Dal condono edilizio, infatti, verranno completamente esclusi quegli immobili che appartengono ad individui che già hanno commesso il reato di abuso edilizio, ma anche quelle opere che non permettono di ricevere alcun tipo di adeguamento antisismico o che, addirittura, non possono restaurate perché parti di un paesaggio o di reperti storici.
Per quanto, quindi, questa nuova sanatoria abbia una serie di aspetti positivi, che non sono da escludere, presenta anche delle difficoltà altrettanto importanti. A quanto pare, infatti, sembrerebbe che si stia valutando la possibilità che ciascuna Regione si occupi della legge di attuazione. E questo, da come si capisce, è un aspetto da non sottovalutare, soprattutto perché – in questo modo – si andrebbe a creare una situazione disomogenea in tutta Italia.
Insomma, come ogni cosa, anche questa nuova sanatoria ha i suoi pro e i suoi contro, che non possono assolutamente passare inosservati. Bisognerà capire, quindi, come andrà a finire la questione e se, dopo aver letto tutto l’emandamento, il Governo accetterà una situazione del genere oppure no.