Mi ero convinto a comprare una stufa a pellet: fortuna che un mio amico mi ha consigliato quest'alternativa molto più economica ed efficiente - designmag.it
Stavo per acquistare una stufa a pellet. Sembrava la scelta più ovvia: economica rispetto al gas, abbastanza efficiente, di facile installazione.
Poi un amico mi ha fermato e mi ha parlato di qualcosa che non conoscevo affatto: il riscaldamento a grafene. All’inizio ero scettico sembrava una di quelle trovate tecnologiche destinate a restare di nicchia.
Invece, più approfondivo l’argomento, più mi rendevo conto di avere di fronte una tecnologia concreta, già disponibile, capace di riscaldare casa in modo completamente diverso da tutto ciò che avevo usato fino ad allora. Ecco cosa ho scoperto.
Il grafene è un materiale composto da atomi di carbonio disposti in una struttura sottilissima, quasi bidimensionale, noto da anni nel mondo della ricerca per la sua straordinaria conducibilità termica ed elettrica. Applicato al riscaldamento domestico, si traduce in pannelli o pellicole ultra-sottili che, alimentati elettricamente, emettono calore sotto forma di onde infrarosse.
A differenza della stufa a pellet che scalda l’aria e la fa circolare in modo spesso disomogeneo il grafene riscalda direttamente persone e oggetti, esattamente come fa il sole. Il risultato è una sensazione di calore uniforme e avvolgente, senza correnti d’aria e senza quella fastidiosa alternanza tra zone calde e fredde tipica dei sistemi tradizionali. Un vantaggio enorme anche per chi soffre di allergie, perché il grafene non muove la polvere.
Dal punto di vista installativo, la sua flessibilità è sorprendente: può essere integrato sotto pavimenti, pareti e soffitti, oppure usato come pannello indipendente, senza occupare spazio e senza impatto visivo. Addio termosifoni ingombranti.
Chi si avvicina al riscaldamento a grafene lo fa spesso con un dubbio legittimo: quanto si spende? Il costo iniziale dei pannelli può sembrare elevato rispetto a una stufa a pellet entry level, ma il confronto va fatto sul lungo periodo. Il grafene raggiunge la temperatura desiderata in pochissimo tempo e consente di riscaldare selettivamente solo le stanze in uso, riducendo drasticamente i consumi e quindi la bolletta elettrica.
La stufa a pellet, invece, richiede acquisto continuativo del combustibile, manutenzione periodica, pulizia della camera di combustione e smaltimento delle ceneri costi e impegni che si accumulano nel tempo. Il grafene non ha parti in movimento, non brucia nulla e non necessita di assistenza tecnica.
Va anche detto che la tecnologia funziona al meglio in abitazioni già ben isolate: abbinata a un buon cappotto termico, esprime tutto il suo potenziale con un consumo energetico minimo. Non si tratta di scegliere tra isolamento e riscaldamento, ma di farli lavorare insieme per un risultato che la stufa a pellet, da sola, non potrà mai garantire.