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Interior Design

Libreria bifacciale: come dividere l’open space tra cucina e living senza alzare muri

Il grande sogno dell’open space moderno nasconde spesso un’insidia: la sensazione di vivere in un loft infinito dove nulla ha un suo posto definito. Ci si ritrova con i vapori della cucina che invadono l’area relax e lo sguardo che vaga senza sosta tra piatti sporchi e televisione, generando una sottile ma costante ansia da disordine. Il desiderio di “chiudere” è forte, ma l’idea di affrontare polvere, permessi edilizi e il costo di un muro in cartongesso che toglierebbe luce all’intera casa ci blocca. Il problema non è la metratura, ma la mancanza di un confine psicologico e fisico che sia allo stesso tempo leggero e funzionale.

La soluzione: la libreria bifacciale come muro “che respira”

La libreria bifacciale è la risposta architettonica a questo disagio. A differenza di una parete statica, è un elemento d’arredo vivo, privo di schienale, che permette di delimitare le aree senza isolarle completamente.

È una struttura che “parla” a entrambi gli ambienti: da un lato accoglie la tua collezione di libri e i ricordi del living, dall’altro può ospitare oggetti di design o piante aromatiche che dialogano con la cucina. Scegliere una libreria bifacciale significa investire in un mobile che organizza il caos, definisce i percorsi della casa e, soprattutto, si installa in poche ore senza sporcare nulla.

designmag.it -La soluzione: la libreria bifacciale come muro “che respira”

Per integrarla correttamente in un open space, la posizione è tutto. Non deve essere un ostacolo, ma un invito. Se posizionata a “penisola”, ovvero attaccata a una sola parete laterale, può creare un corridoio d’ingresso virtuale che scherma la vista diretta del lavello appena si entra in casa.

Se scelta nella versione cielo-terra, ancorata quindi stabilmente al soffitto e al pavimento, diventa una vera e propria quinta teatrale che eleva il prestigio dell’intera stanza. Il segreto per non appesantire l’ambiente è la gestione dei vuoti: lasciare circa il 30-40% dei vani liberi permette alla luce di attraversare la struttura, mantenendo quel senso di ampiezza che ti ha fatto innamorare dell’open space originale.

Progettazione pratica: misure e configurazioni strategiche

Quando si passa alla fase operativa, il primo scoglio è la proporzione. Una libreria troppo imponente soffocherà l’ingresso della luce, mentre una troppo esile sembrerà un elemento precario “parcheggiato” in mezzo alla stanza. Per una divisione efficace tra cucina e living, la profondità ideale oscilla tra i 30 e i 40 cm: è una misura aurea che permette di ospitare volumi d’arte e vasi di medie dimensioni senza ingombrare eccessivamente il passaggio.

Un trucco dei designer è quello di non coprire mai l’intera larghezza della stanza: lasciare un passaggio di almeno 90-100 cm ai lati della libreria garantisce un flusso di movimento naturale tra la zona pranzo e il divano.

designmag.it -Progettazione pratica: misure e configurazioni strategiche

Un esempio pratico di successo è la composizione asimmetrica. Invece di una griglia regolare di quadrati tutti uguali (effetto “alveare”), è meglio optare per vani di altezze e larghezze diverse. Immagina di posizionare nei vani più alti (circa 45-50 cm) delle piante ricadenti come il Pothos o l’Edera: le foglie che scendono lungo i montanti creano una “tenda verde” naturale che scherma visivamente la zona operativa della cucina.

Nei vani più bassi, invece, è consigliabile inserire delle ceste in midollino o contenitori in tessuto: questo è un accorgimento fondamentale per nascondere quegli oggetti necessari ma antiestetici, come i telecomandi, i caricatori dei telefoni o i ricettari sgualciti, che altrimenti sarebbero visibili da entrambi i lati creando confusione visiva.

Stili e armonia: come adattarla al tuo arredamento

Uno dei grandi vantaggi di questa soluzione è la sua incredibile capacità di armonizzarsi con stili radicalmente diversi attraverso piccoli accorgimenti materici. In un ambiente Industrial, una libreria con struttura in metallo nero a sezione quadrata e ripiani in legno massello sottolinea il carattere urbano e “loft” della casa. Se il tuo stile è invece lo Scandinavo o il Minimal, una struttura laccata bianca o in rovere chiaro con montanti sottilissimi sparirà visivamente, lasciando che siano gli oggetti esposti a dare colore.

Per chi ama il Classico Contemporaneo, una libreria bifacciale con finiture in ottone o legno scuro conferisce importanza e calore, agendo come un’ancora visiva per l’intero ambiente.

Armonizzare la libreria con il resto dell’arredo significa giocare con i richiami: se il top della cucina è in marmo, inserire un ripiano o un vassoio in marmo all’interno della libreria creerà un filo conduttore. Per l’illuminazione, un consiglio pratico è integrare delle strip LED nei ripiani. Illuminare la libreria dall’interno la trasforma, di sera, in una lampada scultorea che definisce il perimetro della zona relax.

Quando le luci forti della cucina sono spente, la libreria illuminata diventa un confine luminoso che “allontana” visivamente il disordine del dopo-cena, permettendoti di goderti il soggiorno in totale relax senza rinunciare alla bellezza dell’open space.

Delania Margiovanni

Laureata in Giurisprudenza, cambio strada quasi subito e dal 2008 lavoro sul web. Un ambiente dinamico che mi ha insegnato il valore della ricerca continua, della curiosità e della capacità di rimettersi sempre in gioco. È proprio qui che ho scoperto quanto si possa imparare ogni giorno, esplorando temi nuovi e lasciandosi guidare da passioni che evolvono nel tempo. La lettura resta, da sempre, il mio hobby del cuore.

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