La distanza corretta per guardare la Tv: la scienza spiega perché non è come pensi tu - designmag.it
Per anni ci hanno raccontato che stare troppo vicini alla televisione facesse male agli occhi, spingendoci a posizionare il divano a distanze eccessive dallo schermo.
Questa convinzione, tramanda di generazione in generazione, ha condizionato l’arredamento dei nostri salotti e il modo in cui fruiamo dei contenuti televisivi. La realtà scientifica è però molto diversa da quanto crediamo: la distanza ottimale per guardare la TV moderna è significativamente inferiore a quella che la maggior parte delle persone utilizza abitualmente.
Con l’avvento degli schermi ad alta risoluzione e delle tecnologie avanzate, le vecchie regole non hanno più senso. Quello che conta davvero non è semplicemente allontanarsi per precauzione, ma trovare il punto esatto in cui lo schermo occupa una porzione adeguata del nostro campo visivo, trasformando la visione in un’esperienza immersiva e confortevole senza affaticare gli occhi.
Il concetto chiave per comprendere la distanza corretta è il campo visivo, ovvero l’angolo di spazio che riusciamo a percepire senza muovere occhi o testa. Quando osserviamo un televisore, lo schermo dovrebbe occupare una specifica porzione di questo angolo per garantire un’esperienza soddisfacente. Gli standard cinematografici internazionali suggeriscono un valore minimo di circa trenta gradi per ottenere un coinvolgimento reale: al di sotto di questa soglia, l’immagine appare distante e poco immersiva, simile a un semplice quadro appeso alla parete.
Superando i quaranta gradi si entra invece in una dimensione più spettacolare, perfetta per i film ma potenzialmente faticosa per altri contenuti come sport o videogiochi, dove l’azione rapida richiede di inseguire continuamente gli elementi sullo schermo. Prendiamo l’esempio pratico di un televisore da quarantatré pollici: guardandolo da oltre due metri e mezzo, l’immagine risulta corretta ma priva di impatto emotivo, con dettagli che si perdono e sottotitoli difficili da leggere.
Traducendo questi principi nella realtà delle abitazioni italiane, dove la distanza tra divano e parete oscilla generalmente tra due e tre metri, emerge che un televisore da cinquantacinque o sessantacinque pollici rappresenta la scelta più appropriata per la maggioranza degli ambienti. Un modello da sessantacinque pollici posizionato a circa due metri e settanta offre un campo visivo perfettamente bilanciato di trenta gradi, ideale per un utilizzo misto tra film, serie televisive e programmi sportivi.
Avvicinandosi ulteriormente a due metri si ottiene un’esperienza più cinematografica, mentre superando i tre metri lo stesso schermo inizia a sembrare inadeguatamente piccolo. Un aspetto frequentemente frainteso riguarda la risoluzione: con gli attuali televisori 4K, sedersi eccessivamente lontani significa rinunciare a gran parte del dettaglio disponibile, mentre avvicinarsi non crea problemi di pixel visibili grazie all’elevata densità di punti.
Esiste un metodo pratico per verificare la distanza ottimale prima dell’acquisto: delimitare sul muro con del nastro adesivo colorato l’ingombro dello schermo che si sta valutando, quindi sedersi sul divano e osservare attentamente.