I+mobili+da+esterno+in+metallo+durano+pi%C3%B9+del+legno+ma+hanno+un+problema+che+in+pochi+considerano+prima+di+comprarli
designmagit
/articolo/i-mobili-da-esterno-in-metallo-durano-piu-del-legno-ma-hanno-un-problema-che-in-pochi-considerano-prima-di-comprarli/231034/amp/
Arredare giardino

I mobili da esterno in metallo durano più del legno ma hanno un problema che in pochi considerano prima di comprarli

La prima estate convince sempre. I mobili da giardino in alluminio o acciaio verniciato sembrano la scelta definitiva: non si deformano con la pioggia, non si screpolano con il sole, non richiedono oliature stagionali. Resistono a tutto, o quasi. Il problema arriva a luglio, quando si vuole finalmente sedersi fuori alle tre del pomeriggio e la sedia in metallo ha passato quattro ore sotto il sole diretto. Non ci si siede. Scotta.

Non è un dettaglio secondario. È un limite fisico del materiale che nessun venditore mette in primo piano e che quasi nessuno considera quando sceglie tra metallo e legno al chiuso di uno showroom.

La conduttività termica che nessuno calcola

I metalli sono conduttori termici eccellenti. Significa che assorbono calore rapidamente e lo trattengono altrettanto a lungo. Un tavolo in alluminio esposto al sole di agosto raggiunge temperature superficiali che rendono impossibile appoggiarci le braccia. Una sedia in acciaio verniciato, anche scuro, diventa inutilizzabile nelle ore centrali della giornata senza un cuscino che la isoli.

Paola Lenti, uno dei brand di riferimento per l’arredo outdoor di progetto, ha sviluppato negli anni collezioni che abbinano strutture in alluminio a sedute in fibra sintetica intrecciata o in tessuto tecnico proprio per questo motivo. La struttura porta il peso e resiste agli agenti atmosferici, il tessuto isola dal calore e rende la seduta praticabile anche d’estate. Non è solo una scelta estetica: è una soluzione ingegneristica a un problema reale.

Il legno che sembra fragile e non lo è, a patto di scegliere quello giusto

Il legno ha una reputazione di fragilità all’esterno che nella maggior parte dei casi è immeritata, o almeno parziale. Il teak, usato da secoli per le imbarcazioni prima ancora che per i giardini, contiene oli naturali che lo rendono resistente all’acqua, agli insetti e ai funghi senza trattamenti aggiuntivi. Invecchiando vira verso un grigio argentato che a molti piace più del colore originale. L’iroko e l’acacia hanno proprietà simili e costano meno.

Il legno che sembra fragile e non lo è, a patto di scegliere quello giusto – designmag.it

Il legno non scalda come il metallo. La sua conduttività termica è circa duecento volte inferiore a quella dell’alluminio. Una sedia in teak sotto il sole di agosto è sedibile senza cuscini. Un tavolo in legno non brucia le braccia. È una differenza che si sente ogni giorno, non solo quando si compra.

La manutenzione è reale ma sopravvalutata. Un’oliatura all’anno con olio di teak mantiene il colore e la protezione. Chi preferisce il grigio naturale può non fare niente e il legno regge comunque per decenni.

L’alluminio come compromesso intelligente

Tra i metalli, l’alluminio è quello che gestisce meglio il problema del calore, soprattutto nelle finiture chiare. Il bianco e il sabbia riflettono più radiazione solare rispetto al grigio antracite o al nero, che assorbono tutto. Non è una soluzione definitiva, ma riduce il problema in modo sensibile.

L’alluminio come compromesso intelligente – designmag.it

L’alluminio ha un vantaggio concreto sul legno: non si deteriora mai, non arrugginisce e non richiede nessuna manutenzione. Per chi ha un terrazzo esposto alle intemperie tutto l’anno, con pioggia frequente e poca possibilità di coprire i mobili, è probabilmente la scelta più pratica. Per chi usa il giardino principalmente d’estate e vuole sedersi liberamente nelle ore più calde, il legno resta più funzionale.

Le alternative che molti non considerano

Il textilene, quel tessuto tecnico in fibra sintetica usato per le sedute delle sedie da giardino impilabili, ha una conduttività termica molto bassa e non trattiene il calore. Abbinato a una struttura in alluminio risolve quasi completamente il problema della scottatura mantenendo tutta la resistenza del metallo.

Il polipropilene riciclato, usato da brand come Kartell per alcune delle sue collezioni outdoor, è leggero, non conduce calore e non richiede manutenzione. Non ha l’estetica del legno o del metallo, ma per un terrazzo vissuto ogni giorno è probabilmente il materiale più onesto che esista.

La scelta giusta non dipende dal materiale in sé, ma da come si usa lo spazio. Un giardino ombreggiato per gran parte della giornata tollera il metallo senza problemi. Un terrazzo esposto a sud dalle dieci alle diciotto ha bisogno di qualcosa che non accumuli calore. Saperlo prima evita di scoprirlo a luglio.

Delania Margiovanni

Laureata in Giurisprudenza, cambio strada quasi subito e dal 2008 lavoro sul web. Un ambiente dinamico che mi ha insegnato il valore della ricerca continua, della curiosità e della capacità di rimettersi sempre in gioco. È proprio qui che ho scoperto quanto si possa imparare ogni giorno, esplorando temi nuovi e lasciandosi guidare da passioni che evolvono nel tempo. La lettura resta, da sempre, il mio hobby del cuore.

Published by