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Caccia Dominioni: le opere da ricordare del grande architetto

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Architetto, designer e urbanista, Luigi Caccia Dominioni rimarrà nella storia come uno dei nomi che hanno ricostruito l’Italia. Le opere da ricordare del grande architetto sono tante, e oggi per commemorare il suo lavoro vi vogliamo mostrare quelle che hanno lasciato il segno più delle altre. Che siano grandi edifici, ambienti indoor, arredi o oggetti di design, ecco l’eredità che ci ha lasciato.

Uno fra i protagonisti più importanti della cultura italiana del Novecento perchè interprete delle trasformazioni e delle innovazioni dell’epoca, Luigi Caccia Dominioni lascia il suo nome impresso su molte icone del design contemporaneo.
Milano e provincia sono i luoghi fisici dove Luigi Caccia Dominioni ha lavorato di più, anche perchè come aveva lui stesso rivelato: “Io non prendo l’aereo e voglio seguire tutto da vicino. Per questo non ho fatto quasi nulla lontano da Milano”. Ma continueremo a riconoscerlo per le strade di Milano, nelle sue architetture, nei suoi interni, nella cura dei dettagli.

Piazza San Babila a Milano (1996 – 1997)

Luigi Caccia Dominioni è il fautore di Piazza San Babila a Milano, un progetto del 1996 che il Comune volle per riqualificare il centro storico della città. L’architetto ha qui configurato uno spazio dilatato riservato ai pedoni in cui trova spazio una fontana con una grande vasca.

Casa Caccia Dominioni a Milano (1947 – 1949)

Di proprietà della sua famiglia d’origine, l’edificio in piazza Sant’Ambrogio degli anni Venti danneggiato dalla guerra venne ricostruito da Luigi Caccia Dominioni alla fine del conflitto. L’edificio è stato progettato seguendo uno schema di vuoti e pieni quasi monumentali, e qui l’architetto ha dato il via alla scala circolare con l’ubicazione di un ascensore al centro che poi ha poi riproposto in altre sue opere architettoniche.

Lampada Monachella – Azucena (1953)

Ma Luigi Caccia Dominioni non ha lasciato la sua firma solo nelle grandi architetture. Molti anche gli arredi e gli oggetti di design entrati nella storia dei pezzi cult contemporanei. Nel 1953 progetta la lampada Monachella in ottone per ampliare la collezione Azucena, l’azienda italiana di arredi e illuminazione nata proprio grazie a lui e ad altri grandi del panorama architettonico come Ignazio Gardella.

Poltrona Catilina – Azucena (1958)

Il catalogo Azucena vede anche Catilina, un’elegante poltrona considerata una pietra miliare nel design italiano presentata alla XI Triennale di Milano e rielaborata negli anni in diverse variazioni.

Mobile MB1 Casaccia – Azucena (1962)

Casaccia MB1 è un mobile contenitore ovale che l’architetto ha progettato come un unico pezzo in legno lavorato a mano.

Sedute P20 Toro – Azucena (1973)

Le poltrone e i divani Toro hanno un’ampia seduta circolare imbottita, e rappresentano uno dei modelli icona di Caccia Dominioni.

Radio 563 – Phonola (1939)

Luigi Caccia Dominioni e i fratelli Pier Giacomo e Livio Castiglioni hanno disegnato una radio a 5 valvole in bachelite per Phonola. Dalla forma originale, ebbe molto successo e fu prodotta negli anni in svariate colorazioni.

Caccia – Alessi (1938)

Caccia Dominioni ha progettato anche oggetti di uso quotidiano come le posate della serie Caccia, oggi rieditate da Alessi nella versione in acciaio inossidabile e in argento.

San Babila – Olivari (1968)

Fra i suoi lavori, anche le maniglie disegnate per Olivari per la quale ha disegnato tre modelli, uno dei quali, il San Babila, è ancora in catalogo e fra i più venduti.

Anna Franceschi

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Anna Franceschi