Quando si sceglie di acquistare una casa all’interno di un condominio, si è ben consapevoli che ogni decisione (individuale o che interessi anche gli altri condomini) non può mai essere presa autonomamente, ma deve essere necessariamente condivisa e votata per la maggioranza. A stabilire quello che può essere fatto e cosa non si può fare, ovviamente, è l’assemblea di condominio a cui a capo c’è l’amministratore.
Nel contesto della gestione dei condomini, l’amministratore riveste un ruolo cruciale. Questo tipo di professionista, infatti, non è solo responsabile dell’amministrazione ordinaria, ma si preoccupa ed interessa anche della cura degli aspetti legali e fiscali che riguardano la comunità di proprietari. Insomma, si tratta di una figura imprescindibile che ha una serie di compiti e di cui bisogna ampiamente fidarsi.
Nonostante, però, l’amministratore di condominio sia una figura professionale, che quindi sa svolgere il suo mestiere ed è a conoscenza di ogni legge, non è detto che sia esente da errori o disattenzioni. Anzi, può capitare d’incappare in inesattezze e sbagli, che poi possono a mettere a repentaglio il rapporto di fiducia tra lui e tutti i condomini. Attenzione, però: non è detto che tutto ciò che viene fatto in modo errato è punibile, anzi.
Quali sono i 3 errori che non permettono assolutamente di mandare via l’amministratore di condominio
Il rapporto che si instaura tra amministratore di condominio e condomini, quindi, è perlopiù basato sulla fiducia. Quindi, è naturale che quando si commettono degli errori, soprattutto da parte del professionista, inizi a venire meno fino a sparire completamente e, addirittura, a richiederne la revoca.

Chiedere, quindi, di mandare via l’amministratore è un vero e proprio diritto di ogni condomine, ma occhio: non sempre può esserne fatta richiesta. Anche quando, magari, gli errori sono inequivocabili e, addirittura, interessano argomenti parecchio importanti, come ad esempio bonus o lavori straordinari, bisogna essere ben consapevoli che non sempre il professionista può essere mandato via da un momento all’altro.
Se, ad esempio, si rinfaccia una cattiva gestione contabile ed amministrativa o, ancora meglio, si desidera annullare un’assemblea in cui si sono prese delle decisioni importanti o, infine, si decide un’azione monitoria in tutti i condomini, non è detto che l’amministratore debba necessariamente lasciare il suo incarico. Anzi, come sottolineano gli esperti, è fondamentale che il magistrato abbia un quadro chiaro dei suoi errori e poi decida cosa fare.






