Young Designer: Peter Bristol e l’ironia giocosa del design del prodotto

Young Designer: Peter Bristol e l’ironia giocosa del design del prodotto

Gli oggetti ironici e giocosi di Peter Bristol, young designer da Seattle dall'immaginazione contestatrice: quando il prodotto industriale è unico nella produzione in serie

da in Complementi d'arredo, Sedie di Design, Young Designer
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    Peter Bristol Young Designer

    Peter Bristol è un ragazzo di Seattle, probabilmente grunge in gioventù, che con una laurea conseguita nel 2004 alla Western Washington University, vanta di essere uno tra i più promettenti Young Designer del momento. Dallo sguardo vivace e concentrato, Peter sforna progetti e idee alla velocità della luce: dopo intensi stage e collaborazioni con importanti studi della West Coast, dal 2006 è al soldo della Carbon Design Group, una delle più importanti design industry di Emerald City quotatissima tra aziende come Microsoft che si affidano alle rivoluzionarie forme di design del prodotto per supportare epocali innovazioni tecnologiche.

    Peter partecipa a molti di questi progetti in cui tecnica e progresso trovano forza nell’essenzialità e linearità delle forme più innovative del design. In questo articolo però ci concentreremo su progetti di Bristol vicini al nostro modo di vivere la casa, la luce, l’ambiente, nonostante sia doveroso segnalare come il nostro giovane designer si cimenti in complicatissimi progetti di Industrial Design per la ricerca medica (come il minutissimo Nanopoint cellTRAY) o in prodotti tecnologici per il consumatore sempre più “cool” ed espressivi (come il coloratissimo Microsoft Express Mouse).
    A Training Dresser, un comò come insegnante di ordine

    A Training Dresser è un comò. Più che chiaro dalla fotogallery qui sopra, ma con un importante particolarità: insegnare ai bimbi a non commettere da adulti grandi errori, come lasciare un calzino nel cassetto delle t-shirt e non ritrovarlo mai più…. Se avessi avuto un training dresser tutto per me, forse adesso non sarei così disordinata. I cassetti sagomati in forma di capi di abbigliamento (è possibile scegliere tra versione bimbo con pantaloncini e versione bimba con gonnellina) rendono questo oggetto dal design intelligente decisamente giocoso. Dalla abbagliante semplicità di colori e forme, il comò per bimbi di Peter Bristol è auto ironico: siamo ad esempio certi che non sia utile anche a mamme e papà sbadati?
    Corner Light, dove le pareti si incontrano c’è luce

    Established & Sons Corner Light è il nome completo della lampada ad angolo progettata da Peter Bristol, dove all’incontro delle pareti si palesa un triangolo di luce essenziale ma al tempo stesso importante. Trave in acciaio, struttura in alluminio, diffusore attaccato magneticamente e cavo di alimentiazione visibile sono gli elementi che costituiscono questa iconica lampada dalla vocazione architettonica. L’anima seventies del triangolo di luce è svelata: lo sfruttamento di angoli mai utilizzati nell’ambiente casalingo e l’impertinenza nel mostrare cavi e funzionalità tecniche ha un sapore decisamente retrò. Questa vocazione di Bristol sarà maggiormente palesata nel prossimo progetto condito da una sana dose di ironia.
    American Standards Lamp, una piccola battaglia all’omogeneità dei materiali

    Una piccola critica agli stardard americani circa dimensioni, materiali e metodi. Con American Standards Lamp Peter Bristol si prende gioco di un sistema di significati e consuetudini anglosassoni attraverso la luce. Con un interruttore e una presa di corrente stansart USA, la lampada rettangolare di Bristol gioca con ironia a criticare le ferree regole del design americano.

    Sebbene i materiali standard disposti all’esterno sembrini solo decorativi, sono naturalmente funzionali: mentre la luce è accesa, tramite interruttore, è possibili utilizzare la presa sul retro che da ironica diventa utile per scopi elettrici non ancora esplorati…Ed è ciò che più ci colpisce di questo prodotto: uno standard che risponde a nuove esigenze attraverso una semplice e giocosa autocritica.
    Cut Chair, sedie sospese per sedute improbabili

    Sei sicuro di volerti sedere qui? Sembra questo il messaggio di Cut Chair: dichiarare di essere una sedia ma al tempo stesso “mettere in crisi” lo sprovveduto avventore. Abbiamo visto tele tagliate, oggetti d’arredo tagliati, tavoli tagliati, più o meno artisticamente, ma mai sedie amputate nella propria funzione primaria. Le illusioni ottiche si sa aguzzano sempre l’ingegno e lo sguardo del fruitore. A guardar bene una spiegazione c’è naturalmente: una piastra sotto il tappeto che sembra innocentemente ospiti la sedia, alla quale è ancorato un robusto fascio; tre gambe smembrate acuiscono l’illusione ottica; la sedia tutto sommato sta in piedi e sembra essere anche abbastanza comoda….una seduta decisamente divertente, un oggetto di design perfetto per “tirare uno scherzo” agli ospiti.

    L’ironia e il gioco caratterizzano gli oggetti di Peter Bristol, non esiste ripetitività o omologazione nelle sue opere: l’originalità è una dichiarazione di intenti. Chissà se sarà possibile vedere nuovi prodotti di questo giovane designer al prossimo Salone del Mobile 2013 di Milano, accanto magari a creazioni di altri young designer a noi cari come Paolo Cappello.

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