Poltrona Motogi: Lost in sofà, portaoggetti e nascondiglio

Il giovane designer giapponese Daisuke Motogi ha pensato a una poltrona che oltre ad essere comoda risolva problemi di spazio e di gestione di piccoli oggetti di uso quotidiano e frequente

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    Il giovane designer giapponese Daisuke Motogi ha pensato a una poltrona che oltre ad essere comoda risolve problemi di spazio e di gestione dei piccoli oggetti di uso quotidiano e frequente. Si chiama Lost in sofà e l’idea è molto semplice: una poltrona portaoggetti (o in alternativa nascondiglio) che rende superfluo un canonico tavolino accanto alla seduta che serva per appoggiare qualcosa, perché quel qualcosa basta riporlo tra i morbidi cubi che compongono la poltrona stessa. Costruita con un agglomerato geometrico formato da cellule cubiche imbottite cucite tra loro ma in modo che sia possibile inserire qualcosa tra un cubo e l’altro.

    Il design è minimale, in stile giapponese, ma è il concept quello che conta puntando più alla funzionalità degli oggetti che alla sua effettiva bellezza.

    L’idea nasce dalla costatazione che spesso gli oggetti più piccoli o di uso frequente si perdono dentro o sotto il divano.

    E’ normale, ad esempio, che una moneta scivoli dalla tasca.

    Il designer ha concentrato la sua attenzione sulla progettazione di sedute morbide e confortevoli, avvolgenti e intime perché fossero un supporto ideale su cui passare un caldo pomeriggio di lettura o comunque di relax. Il risultato è una poltrona squadrata formata da tanti cubi trapuntati: tra un cubo e l’altro delle fessure, lasciate appositamente aperte, è permesso di appoggiare e riporre di tutto, da libri e riviste a una tazza di tè fumante o il telecomando, il tipico oggetto che in ogni caso si andrebbe a nascondere tra un cuscino e l’altro.

    Ordine e comodità sono i capisaldi di questo sofà. Di sicuro, a dispetto del nome, niente andrà più perso in questo divano.