Oggetti di design inutili: tutto quello che non potrai mai usare

"The Uncomfortable", la collezione di oggetti di design inutili dell'architetto e designer greco Katerina Kamprani, presentata al Salone del Mobile di Milano, una serie di oggetti curiosi e singolari

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    Una collezione di oggetti di design inutili. L’ha creata l’architetto greco Katerina Kamprani, che ha appena concluso la sua esposizione al Salone del Mobile di Milano. “The Uncomfortable“, questo il nome della serie, che mette insieme tanti accessori del tutto inutili. Alla base dei lavori, l’idea di riprogettare oggetti di uso quotidiano introducendo dei piccoli errori, difetti che li rendano difficili da maneggiare. E così che nasce l’innaffiatoio che versa l’acqua dentro anziché fuori, un posacenere di pelo e ancora gli stivali antipioggia aperti davanti.

    Qualcuno dice che alla base della collezione, visibile sul sito www.kkstudio.gr, ci sia solo cinismo e cattivo gusto. In realtà la vera intenzione della Kamprani è quella di indurre nei consumatori un nuovo senso pratico, in fondo un modo per usare tutti gli oggetti che lei ha progettato c’è comunque.

    E pensare che una delle sue prime creazioni era stato un ostico wc sopraelevato di 2 metri o poco più, in cui bisognava arrampicarsi su una scala per raggiungerlo. “Mi è venuto in mente sfogliando le pagine di una rivista“, ha raccontato. “Dopo di questo, ho iniziato a pensare che cos’altro fosse deliberatamente fastidioso da usare perché lo trovavo divertente. Ho scelto di usare oggetti quotidiani perché il product design é una mia passione ed ho pensato che fosse anche un ottimo esercizio. Quando ho realizzato, quanto fosse difficile pensare gli oggetti sotto questo aspetto, é diventata un’ossessione nel cercare la versione più divertente e inaspettata di semplici oggetti“, ha sottolineato.

    Successivamente si è dedicata agli accessori di design per la cucina, ad una serie di posate, come dire snodabili, forchette con punte mobili e cucchiai dalla forma molto più che singolare. E ancora piatti col buco, calici e vassoi pelosi, ombrelli di cemento. Nella collezione della Kamprani c’è persino una maniglia gonfiabile. Pare che per gli oggetti ricoperti di pelo, l’artista si sia ispirata alla ‘Colazione in pelliccia’, la tazzina pelosa di Meret Oppenheim del 1936 e a gli oggetti surrealisti di Sarah Illenberg.

    Una serie molto più studiata e progettata di quanto si pensi, poichè ogni oggetto costringe a elaborare l’idea del funzionamento improbabile, che si traduce in un esercizio di stile. “Credo che l’imperfezione possa essere una comoda qualità. Nessuno é perfetto, neppure gli oggetti che disegno. Da un punto di vista personale, questo progetto mi ha confortato in momenti difficili, perché vedere gli oggetti in un modo divertente é rilassante“, ha dichiarato l’artista.