Lo Studio Castiglioni tra passato, presente e futuro [FOTO]

Lo Studio Castiglioni tra passato, presente e futuro [FOTO]

La Fondazione Achille Castiglioni è stato, durante la Design Week, un punto di ritrovo per eventi ed esposizioni

da in Accessori, Designer, Fiere & Eventi di Design, Salone Del Mobile 2017, Studio Castiglioni
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    Il 20 Aprile 2012, in piena Design Week, lo Studio Castiglioni ha aperto le porte per un cocktail con Blackberry. Lo Studio è stato scelto come spazio espositivo e di presentazione per il nuovo tablet e per il metodo di progetto del Designer dell’azienda Todd Wood, ispirato al metodo Castiglioni. Emozionante entrare nel tempio di uno dei più grandi designer italiani proprio in occasione di un evento riservato contando il mio studio in design. Indescrivibile. Ad accompagnarmi personalmente nel giro è il Designer Marco Marzini, non c’è finger food che tenga! Il 14 Dicembre 2011, in associazione con Triennale Design Museum, apre lo Studio Castiglioni al pubblico. Rivolto a studenti, architetti e nostalgici per raccontare il “Metodo” alla cui base sta a curiosità come consiglio. Scovare un’idea laddove sarebbe più improbabile trovarne.

    Il percorso e lo stile

    Tutte le spiegazioni datemi ruotano intorno all’oggetto. Castiglioni prediligeva quello anonimo, raccogliendone a centinaia e custoditi nella “stanza dei prototipi” che non era aperta a nessuno, era il suo angolo “segreto”.

    Fu qui che osservando un trasformatore americano nacque la lampada Toio: da quell’oggetto non immaginò la carrozzeria ma tutt’altro. Custodito vi è anche il battipanni, altro oggetto caro al designer e fondamentale nel suo percorso. Bello perché semplice, monomaterico, di uso comune e quotidiano eppure senza nome.

    Qui nascono le prime idee che accompagneranno tutta la sua vita, e sempre qui nascerà il concetto alla base del nuovo design italiano che romperà con ogni schema passato: la forma collegata alla funzione. L’idea è accompagnata da un esempio che faceva sovente: la forbice. Ogni forbice ha una sua forma perché ha una funzione.

    Altro elemento chiave è l’ironia. Esempio è il cappello in feltro realizzato per Borsalino: prese visibilmente spunto dalle forme per budino che aveva in cucina. E la lampada Giovi, dedicata alla figlia Giovanna Castiglioni, realizzata osservando il filtro di una lavastoviglie vecchio

    Lampadina, la lampada composta dal solo bulbo con portalampada industriale, ma il tutto montato su una bobina per film nella quale avvolgervi il filo.

    Curiosità, funzionalità ed ironia per ricontestualizzare un oggetto anonimo.

    Lorenzo Damiani

    Fil rouge applicato a pavimento è una striscia rossa evidente, che prosegue in tutto lo spazio, guida verso le presentazioni di Damiani. Castiglioni gli conferì il Compasso d’Oro, non ebbero mai una collaborazione ma, alla sua morte, la figlia Giovanna Castiglioni decide di esporre le creazioni del Designer, molto legato ad Achille per semplicità e funzionalità, proprio nello Studio del suo maestro indiretto. Ogni oggetto esposto da Damiani ha una riconducibilità progettuale molto forte rivolta alla stessa filosofia di pensiero che generava ogni prodotto disegnato da Castiglioni.

    Una curiosità che mi interessava chiedere è stata la scelta della disposizione interna dello Studio. Con mia sorpresa, non v’era alcun tipo di idea dietro. La sola funzionalità. L’ingresso è centrale e lo studio si dirama su due bracci. La sala riunioni e la sala dove stasera è stato servito il cocktail. Sull’altro lato si trovano la stanza dei tecnigrafi: dove si disegnava il tecnico da presentare in azienda; la stanza prototipi: dove si realizzavano i primi pezzi da presentare al produttore per raccontare il progetto e la stanza oggetti, l’archivio di cui Castiglioni era molto geloso.

    Casa Castiglioni

    Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa. Ovvero come, secondo il designer Marzini e Giovanna Castiglioni, si racconta oggi l’Azienda con un progetto itinerante già presentato a Milano alla Fiera Abitami e a Roma da DePadova. L’allestimento è di 80 mq, mutevole per documentare la versatilità dei 75 oggetti esposti. La parete cambia ogni 2 ore e con essa viene mutata la scena. L’intento è quello di un’esposizione vivibile. Castiglioni diceva che “l’oggetto andava usato, non contestualizzato!”

    Lo Studio Castiglioni, ormai declinato in Fondazione Achille Castiglioni, si trova tutt’oggi in affitto come alle origini. La Mostra vuol essere un incentivo per promuoverlo assieme alla continua ricerca di collaborazioni, esposizioni e sponsor che tengano vivo lo Studio e lo studio del Metodo.

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