Gli interni di Norman Foster all’hotel Puerta America

L'archistar Norman Foster si è occupato della progettazione degli interni del secondo livello dell'hotel Puerta America a Madrid: ha realizzato un ambiente sereno che isola il cliente dal trambusto esterno

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    L’archistar Norman Foster si è occupato della progettazione degli interni del secondo livello dell’hotel Puerta America a Madrid: ha realizzato un ambiente sereno che isola il cliente dal trambusto esterno. Il cuoio è il materiale più utilizzato con l’intenzione di suscitare ai clienti sensazioni acustiche e tattili piacevoli. Foster dice di essere stato influenzato dall’opera dello scultore basco Eduardo Chillida, suo amico, traducendola nell’uso di materiali naturali e forme organiche e creando quello che lui stesso ha definito un “perfetto santuario urbano”. Un progetto affascinante in cui lusso e high-tech sono le parole d’ordine.

    Nella lobby, una scultura di Chillida riceve gli ospiti, le pareti sono foderate di cuoio color bianco trasmettendo una sensazione di calore e intimità. Nel corridoio che conduce alle stanza risaltano le pareti che in certi punti sono costruite in vetro traslucido retroilluminato.

    Queste pareti diventano l’elemento che congiunge da connessione dei corridoi con le camere entrandoci dentro e fungendo da parete nella doccia.

    Il progetto dell’hotel Puerta America è caratterizzato da linee semplici e leggere senza caricare lo spazio inutilmente: la spalliera del letto (situato a poca altezza dal suolo) è in pelle marrone, la parete che nasconde il televisore (basta una maniglia per guardarlo) è in cuoio bianco e il pavimento è in quercia.

    Un grande elemento in onice retroilluminato, che funge da lavabo nel bagno, percorre una delle pareti dello spazio e diventa una scrivania in camera.

    Il soffitto del bagno è realizzato con una tela tesa retroilluminata, come se ci trovassimo in una camera a raggi ultravioletti.