Eugenio Ferro, l’inconsueta tradizione del vetro

Eugenio Ferro, l’inconsueta tradizione del vetro

“Ferro & Lazzarini": uno sguardo al container di idee tra ricerca e know how decennale capitanato da Eugenio Ferro

    Concludiamo questo primo capitolo con un paragrafo dedicato a un concetto di in consuetudine diverso da quello descritto nei paragrafi precedenti. Un concetto che non poggia soltanto sull’estetica o su una particolare interpretazione del vetro, ma bensì su una vera ed ormai unica, scelta di conduzione familiare e aziendale, tramandatasi negli anni come quella di Ferro & Lazzarini.

    Una realtà alquanto insolita la loro, nata come una vera e propria azienda nei primi del ‘900 e che ha attraversato varie stagioni, senza mai cedere a conto terzi, evitando di disperdere un preziosissimo “know how”; coscienti del fatto che tramandatosi di padre in figlio, nulla è andato disperso. Un nome, che ha saputo resistere agli attacchi del tempo e dei suoi mutamenti economici e sociali, sostenuto dall’amore per il vetro e la sua isola e che ha puntato sugli uomini che ne fanno parte, rinunciando a strategie o scorciatoie.

    Oggi, Ferro & Lazzarini può vantare di essere un vero e proprio contenitore, colmo di esperienze e informazioni, che vivono grazie alla volontà di non lasciare che altri disperdessero o ripulissero dei frammenti che seppur tali, sono tutt’oggi parte di questa realtà davvero unica e che, hanno contribuito a farla crescere.

    Un bagaglio che si è arricchito nel tempo, percorrendo e sperimentando percorsi come quello alquanto avanguardistico, intrapreso negli anni’50, capitanato dal grande Egidio Costantini e che aveva come scopo quello di offrire una serie di workshop laddove esperienza tecnica, contributo di grandi Maestri, designer, pittori e architetti si riunivano per mettere al servizio del vetro, le loro energie. Nomi come Aldo Bergamini, Oskar Kokoschka, Gino Krayer, Le Corbusier e molti altri vi hanno aderito, lasciando un segno incisivo, più volte esposto alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano.

    Stagioni e percorsi che hanno portato la Ferro & Lazzarini, condotta da Dario Ferro, a essere oggi, una vera e propria eccellenza della realtà “muranese”, capace di rielaborare il passato e la sua tradizione antichissima – nella quale è inclusa anche l’arte musiva – e che guarda al futuro grazie ad una struttura solidissima e pur sempre aperta a nuove sperimentazioni.
    Il presente, sempre fedele al lavoro e alla storia dei suoi antenati, ma capace di guardare avanti; le stesse fornaci, ma rese così innovative da essere uniche.

    Inoltre, una collezione consistente di pezzi straordinari, che hanno fatto la storia del vetro e che costituisce un vero e proprio museo dell’arte vetraia e che porta il nome di Ferro & Lazzarini, delineando una volontà a mantenere viva quella che non si limita ad essere un’espressione artigianale ma si estende a una vera e propria cultura. Un’ azione di salvaguardia del vetro e dei suoi più autorevoli autori e che va a contrastare uno spirito di mercificazione, non solo illustrando la storia e il suo percorso, ma donando delle fonti di ispirazioni.

    Insomma, un bagaglio insolito e aperto a molte possibilità come nessun altro può vantare e sulle quali Dario Ferro medita, sognando un futuro possibilista ad accogliere idee e creativi ai quali offrire il loro immenso bagaglio, pur mantenendo viva la loro collezione, fatta di riproduzione dei classici veneziani ma anche di oggetti che includono murrine meravigliosamente abbinate, i cui colori si mischiano rispecchiando una tecnica e compattezza ineccepibili, cosi come lo è la storia di questa famiglia, davvero straordinaria.

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