Cloud House: quando il gioco incontra il design [FOTO]

Cloud House è un particolare progetto realizzato a Melbourne, in Australia, da McBride Charles Ryan, dove il concept è basato sulla forma della nuvola e le sue morbide curve

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    Progettare con cura, ispirandosi alle mille forme che circondano il nostro vivere, vuol dire trarre continua ispirazione dagli elementi apparentemente più banali che molto spesso diamo per scontati. Gli elementi fra tutti, da cui molto spesso i designer prendono spunto, sono quelli che arrivano dalla natura: che sia il materiale lasciato grezzo (che ora come non mai è diventato trend assoluto) oppure semplicemente una forma che siamo abituati a vedere durante le nostre giornate, come le nuvole. Ispirandosi proprio a questo elemento ineguagliabile perché in continuo mutamento, è stata creata Cloud House, la “casa nuvola” appunto, che riprende le morbide forme giocose delle bianche e paffute nuvole che solcano quotidianamente i cieli sopra la testa di tutti. Qui però ci troviamo in Australia, vicino a Melbourne e la mente che ha generato il progetto è l’Architetto McBride Charles Ryan che, tramite questa trovata al limite tra il bizzarro ed il geniale, ha creato un progetto assolutamente inedito per forme e posizione.

    Ispirandosi alla forma della nuvola, il richiamo inevitabile e primario che scaturisce la vista di Cloud House, è quello che si rifà al gioco ed alla fantasia dei bambini. Proprio con questo scatto da un design rigoroso ad uno così semplice ed intuitivo, conferma la bellezza di questa dimora e del suo design pulito.

    La forma è, ovviamente, semplificata, stilizzata e ridotta a poche semplici curve tutte differenti fra loro, decisamente bombate verso l’esterno ma disegnate con la massima cura. La precisione e l’elementarità con cui è stato pensato il progetto, è tutt’altro che scontata perché il design pulito ha permesso alla figura di non risultare pesante nonostante la sua estrosità.

    La “nuvola” si presenta come un estruso che corre dalla prima parte della casa fino all’esterno, sul giardino retrostante. Si parla di prima parte della casa perché Cluod House in realtà è realizzata su tre blocchi distinti e ben differenti fra loro dove l’ultima parte, la forma a nuvola appunto, è quella più singolare che ha conferito il nome all’intera dimora.

    Il progetto infatti è una miscela di novità e ristrutturazione. Situata ne sobborgo nord di Fitzroy, a Melbourne, questa casa ha una parte già esistente prima che McBride Charles Ryan la riprogettasse.

    In stile edoardiano, la facciata della casa non è stata toccata, così come è stato lasciato immune l’aspetto estetico della prima parte sia all’interno che all’esterno, nonostante gli interventi di ristrutturazione. La scelta è stata dettata soprattutto dal rispetto per l’ambiente e le persone residenti nella zona, di modo da non alterare l’insieme estetico ed architettonico della zona. Così facendo però si è posto ancora più l’accento sulla seconda e la terza parte della casa, nascosta alla vista della strada ma ben presenti verso l’interno.

    Superata la prima parte, in stile edoardiano ed interamente giocata sui toni del bianco neutro dove, unico elemento estroso è stata la scelta di una moquette floreale e variopinta a pavimento, si incontra un volume di rilievo che stacca completamente dal design precedente.

    Elemento totemico, centrale e di color rosso fuoco, appare come secondo stadio evolutivo della casa la zona cucina. Concepita con angolature squadrate che si impongono tra l’eleganza sobria della prima parte ed il morbido inconsueto design della nuvola. Anche il colore così forte e primario è stato scelto per conferire ancora di più l’idea di stacco tra gli elementi.

    Ed ecco quindi che, inserita tra un angolo dell’elemento cucina e il cielo aperto, appare il terzo stadio della casa: la nuvola.

    Morbida, semplice ma studiata in ogni parte. Per infondere calore alla zona, l’intero interno è stato ricoperto di legno in doghe lunghe e lineari che, partendo dal pavimento, percorrono anche tutta la parete laterale ed il soffitto, creando un involucro accogliente nonostante il minimalismo. Un altro dettaglio importante che riguarda il soffitto è la scelta di lasciare i profili a sud più aperti e meno marcati di quelli a nord.

    Per una questione di clima ed un gioco di ventilazione, la sezione sud presenta un’estrusione inferiore rispetto alle restanti pareti che continuano qualche metro di più in avanti verso la piscina.

    Oltre a questa scelta progettuale, anche una grande vetrata posta ala fine dell’intero progetto, permette un ampio passaggio di luce.

    Per completare il senso del concept di Cloud House, il rivestimento esterno della nuvola è stato realizzato in acciaio di modo da creare riflessione della luce solare oltre che del cielo e per completare anche l’attenzione per l’ecologia dei materiali impiegati quali il legno e il metallo.