Cersaie 2009: Lectio Magistralis di Renzo Piano

Cersaie 2009: Lectio Magistralis di Renzo Piano

Renzo Piano nel corso della fiera Cersaie 2009, ha tenuto una lectio magistralis nella quale ha discusso di architettura, di quotidianità e delle nuove dinamiche del mondo del design

da in Architettura, Fiere & Eventi di Design, Made in Italy
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    L’intervento di Renzo Piano a Cersaie 2009, di cui vi abbiamo anticipato l’appuntamento, è stato un momento memorabile in cui discutere di architettura, di quotidianità e delle nuove dinamiche del mondo del design.

    “L’architettura è un mestiere di invenzione e di avventura, non solo fisica ma anche dello spirito”, questo il messaggio che Renzo Piano ha trasmesso ai numerosissimi partecipanti della Lectio Magistralis organizzata in occasione di Cersaie 2009 di Bologna, di cui vi mostriamo un video amatoriale.

    L’architetto genovese ha risposto alla difficile domanda, tema della Lectio Magistralis “cosa significa fare architettura”?.

    Nel farlo ha ripercorso quasi cinquant’anni di carriera attraverso una serie di immagini dei suoi progetti, utili a per spiegare il senso dell’architettura, di cui però ha mostrato soprattutto cantieri, proprio con l’obiettivo di far vedere non l’architettura, ma il fare architettura.

    Piano ha illustrato quindi le scelte adottate per l’Auditorium a Roma, la Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, l’edificio in Potsdamer Platz a Berlino, il Centro Tjibaou per la cultura Kanak a Noumea, la Morgan Library e la nuova sede del New York Times a New York, il Museo della Scienza a San Francisco e ancora del complesso multifunzionale Central St. Giles a Londra.


    Come dice l’architetto “Fare architettura vuol dire partire dal senso della necessità. Ma non è solo l’arte di costruire, è anche quella di celebrare, di rappresentare. Nell’architettura il mondo pragmatico del fare e quello immaginifico si confondono poiché la necessità si confronta con l’aspetto poetico, e cioè con il desiderio di esprimersi”.

    Poi prosegue con un invito ai giovani aspiranti architetti a viaggiare, osservare, per prendere dal mondo, perché l’architettura è un’arte di frontiera, un’arte corsara perché c’è una rapina a viso scoperto, e quindi un’arte contaminata.

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