Cappellini: serie Fronzoni nella versione Color

Cappellini: serie Fronzoni nella versione Color

Cappellini ha deciso di rinnovare la serie Fronzoni degli anni '60 in una versione, detta Color, con i colori primari

da in Cappellini, Letti, Poltrone, Sedie di Design, Tavoli
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    Cappellini rinnova la serie Fronzoni introducendo il colore: tavoli, letti, sedie e poltrone nati nel ’64 nei soli bianco e nero, si tingono di tonalità primarie, come in un quadro di Mondrian. I manufatti basici disegnati da A.G. Fronzoni sono ora disponibili nella versione Color, laccati opachi nei colori giallo sole, blu India e rosso ciliegia. Tutto questo perchè il detto Miesiano “less is more” , il meno è il più, non si trasformi in “lessi s bore”, il meno è noia. Il concept elementare è immutato: una struttura portante in tubo metallico quadrato si arricchisce di elementi in legno, disponibili nella finitura laccato opaco bianco o antracite,

    I cuscini di seduta e schienale sono imbottiti in poliuretano espanso e rivestimento sfoderabile in cotone, pelle sintetica o pelle nei colori bianco o nero.

    L’ aggettivo che sintetizza questa collezione è minimale, il termine nasce negli anni ’60 e si riferisce all’ omonima corrente artistica statunitense che annovera autori come Sol Lewitt che poi si declina nei campi di moda e design, architettura e musica. La parola che introduce al mondo minimalista è “riduzione”, riduzione di ornamenti decorativi che sono legati all’ ostentazione o alla rappresentazione di sé attraverso gli oggetti posseduti.

    Un design che riporta il manufatto alle sue linee essenziali, sottolineandone la geometria semplice, basata sulle proporzioni matematiche, prediligendo il rigore formale a qualsiasi altra qualità. No al superfluo a favore del recupero del valore dell’essenzialità.

    Franzoni ripeteva di “Mirare all’essenziale, eliminare ogni effetto superfluo, ogni inutile fioritura, elaborare un concetto su basi matematiche, intorno ad un’idea fondamentale, ad una struttura elementare, evitare con accanimento sprechi ed eccessi.” All’ insegna di questi presupposti, il grafico e designer pistoiese si è impegnato con Cappellini a comunicare attraverso il contenuto più che l’immagine.

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