Architettura a misura di container

Artificial Topography di Ryumei Fujik è il progetto vinitore del concorso internazionale Grand Prize of Art in a Container

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    Dal 1 ottobre al 23 novembre 2011 si svolge in Giappone la Biennale di Kobe, un appuntamento che vede come protagonista l’arte, l’architettura e il design all’interno di un fitto calendario di eventi, manifestazioni, incontri e concorsi. Grand Prize of Art in a Container è proprio il titolo di un concorso internazionale promosso dalla Biennale che quest’anno ha visto come vincitore il progetto intitolato Artificial Topography e realizzato dall’architetto Ryumei Fujiki.

    In occasione dell’edizione 2011 della Biennale di Kobe, dal 1 ottobre al 23 novembre, è stato decretato il progetto vincitore del concorso internazionale Grand Prize of Art in a Container. Un inconsueto concorso che dove artisti e architetti sono invitati a lavorare all’interno di uno spazio circoscritto nelle dimensioni di un container da trasporto (12 x 2,5 x 2,4 m).

    Tra i tanti progetti presentato, il vincitore è risultato essere Artificial Topography, l’installazione ideata e realizzata dall’architetto Ryumei Fujik.

    Il risultato è uno spazio architettonico fluido ed organico dove il corpo può adattarsi e rilassarsi, come in una sorta si accogliente bozzolo. Tutto ciò è stato ottenuto attraverso un sapiente lavoro di sottrazione che, come spiega Ryumei Fujik stesso, è nato da un volume scavato all’interno del container.

    Artificial Topography è infatti una sorta di grotta artificiale realizzata con mille fogli di materiale plastico morbido che sono stati sagomati e sovrapposti su più strati. Il progetto fa parte del ciclo intitolato Nature-oriented Architecture con cui Fujik esplora le potenzialità degli elementi naturali come l’acqua, l’aria, i fiori, il sole.