Alessi mezuzah: rituale ebraico contemporaneo

Alessi mezuzah: rituale ebraico contemporaneo

Il giovane designer israeliano Dror Benshetrit ha disegnato in modo contemporaneo per Alessi una mezuzah, ovvero un oggetto appartenente al rituale ebraico che consiste in un contenitore dentro il quale è racchiusa la pergamena su cui sono stilati alcuni passi della Torah

da in Accessori, Alessi
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    Il giovane designer israeliano Dror Benshetrit ha disegnato in modocontemporaneo per Alessi una mezuzah, ovvero un oggetto appartenente al rituale ebraico che consiste in un contenitore dentro il quale è racchiusa la pergamena su cui sono stilati alcuni passi della Torah. Nella tradizione ebraica la mezuzah viene affissa sugli stipiti delle porte all’interno delle case. Connection è il suo nome e nasce della dalla collaborazione con il Jewish Museum di New York dove è stata presentata lo scorso 8 novembre.

    Con questo progetto , che intende rappresentare l’unione e l’appartenenza, ho voluto unire tra loro due forme che per me rappresentano il dialogo fra passato e presente, tradizione e religione, ritualità e consuetudine. Ho cercato di esaltare questi elementi in un unico insieme, piuttosto che separatamente, abbracciando l’armonia che viene a crearsi tra loro.

    La lettera “shin” che solitamente si trova nella parte frontale della mezuzah, è stata qui inserita nella texture, quasi un invito a scoprirla“, afferma il young designer, che per questo progetto si è ispirato a un sigillo in fusione di bronzo della collezione permanente del museo e relativo al periodo tra il IV e il VII secolo d.C.

    Con questa mezuzah Alessi intende esprimere un atto di bontà umana, e oltre alla sua connotazione religiosa, assume anche un significato di benvenuto, speranza e conforto spirituale.

    Dror Benshetrit ha saputo donare a un oggetto tradizionale della religione ebraica un design nuovo e contemporaneo. “E’ importante inoltre sottolineare come, con questo nuovo progetto, Alessi continui la sua tradizione di collaborare con i Musei di tutto il mondo “, osserva Alberto Alessi.

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